Alla Leopolda è nato il Partito di Renzi. Le 3 mosse di Matteo per mollare il Pd

Tutto si potrà dire di Matteo Renzi, tranne che manchi di animus pugnandi. Tutt’altro, e l’edizione numero 9 della Leopolda sta lì a dimostrarlo, ben oltre gli oltre 30mila visitatori contati dagli organizzatori della kermesse fiorentina con qualche evidente larghezza di manica. Il dato, infatti, è politico e riecheggia – anche qui con qualche trionfalismo di troppo – nelle parole diffuse attraverso la sua e-news dallo stesso Renzi e tutte tese ad esaltare lo spirito di «quelli che ci consideravano morti e sepolti» e che «vedono oggi, in Leopolda, un popolo vivo, consapevole delle difficoltà ma carico di entusiasmo».

L’ex-premier: «Con me Pd al 40%. Senza di me al 18»

Tre gli elementi che concorrono a rappresentare un Renzi ancora in campo a prescindere dal Pd. Il primo: l’appuntamento da lui dato al prossimo anno. Significa che, congresso o non congresso, l’ex-premier si considera ormai al di sopra della contesa all’interno del partito. La Leopolda continuerà ad esserci e sarà “altro” rispetto alle liturgie ufficiali del Nazareno. Lo conferma anche la sommaria analisi elettorale lanciata dalla tribuna della vecchia stazione ferroviaria di Firenze: «Con la personalizzazione del Pd, abbiamo preso il 40 per cento, con la spersonalizzazione il 18». Come a dire: senza di me non si va da nessuna parte. Secondo elemento: la candidatura alle prossime elezioni europee della giornalista Rula Jebreal. Averla indicata davanti alla platea della Leopolda è la conferma che Renzi risponde solo a stesso e ad un codice di comportamento tutto suo. Infine, terzo elemento: la contromanovra finanziaria scritta a quattro mani con l’ex-ministro Pier Carlo Padoan. Un documento alternativo a quello ufficiale presentato dal segretario Maurizio Martina.

I comitati civici della Leopolda embrione del PdR?

A questo punto la domanda a che gioco stia giocando Renzi sorge spontanea. Due le scuole di pensiero: la prima vuole Renzi attivo solo in superficie, ma in realtà seduto sulle sponde del fiume in attesa del cadavere del Pd alle elezioni europee del prossimo anno. La seconda è molto più maliziosa e scorge nei suoi continui strappi la volontà di provocare incidenti confine per costringere il Pd ufficiale ad una reazione in grado di giustificare il suo addio. In tal senso, i comitati civici da lui annunciati alla Leopolda potrebbero essere il primo nucleo del PdR, il partito di Renzi, l’unico – del resto – nel quale il Matteo fiorentino crede davvero.