Ai funerali di Desirée solo Giorgia Meloni. Dopo le chiacchiere il “nulla” delle istituzioni

La chiesa di San Valentino a Cisterna di Latina è traboccante per l’ultimo saluto (martedì) a Desirée la sedicenne stuprata  più volte e lasciata morire nel quartiere off limits di San Lorenzo a Roma. Davanti alla chiesa nel quartiere dove abitava  centinaia di persone, nelle strade della cittadina di 40mila abitanti tanti cartelli che invocano giustizia, palloncini rosa, bianchi e viole. Le note di  Jovanotti “È per te” accompagnano la bara bianca della povera Desiréé. Dopo giorni di strumentalizzazioni, proteste guidate all’inquilino del Viminale (che a poche ore dal ritrovamento del corpo straziato della ragazza va a deporre una rosa davanti al palazzo della mattanza), cortei di femministe che gridano al pericolo fascista e la sfilata di quel che resta dell’Anpi, nel giorno dell’estremo saluto nessuno dei rappresentanti del Palazzo si fa vedere a Cisterna di Latina.

Il post della Meloni: a Dio, Desirée

Soltanto la Meloni, in forma privata, era presente alla cerimonia e ad assistere allo strazio della mamma di Desirée. Senza enfasi, lontano dai riflettori. I quotidiani, anche i più critici con la destra, non possono fare a meno di sottolineare la inesistente partecipazione dei politici ai funerali. Dalla leader di Fratelli d’Italia nessun commento. Solo uno scarno post con la foto dei palloncini che volano in cielo e la scritta “A Dio, Desirée”.