Achtung Baviera! I sondaggi premiano l’Afd: la Merkel sempre più in bilico

Achtung Baviera! Potrebbe venire proprio dal Land meridionale più grande per superficie e secondo per popolazione e importanza economica (sede di Bmw, Siemens e Allianz), una sorta di preavviso di sfratto per Angela Merkel, che ormai molti analisti tedeschi danno in uscita in anticipo rispetto alla scadenza politica del 2021. Secondo i sondaggi in circolazione in queste ore, infatti, il voto di domenica prossima in Baviera si presenta come la premessa di un cambiamento politico di portata nazionale. A pagarne il conto sarebbe soprattutto  la Csu, partito che governa il Land dal 1957 e che tranne una parentesi di cinque anni ottiene la maggioranza assoluta data dal 1962. Oltre alla stanchezza in settori dell’elettorato tradizionale, la Csu sconta anche le politiche filo-migranti dell’alleata cancelliera nonché la collaborazione con i socialisti nel governo di Berlino.

La Baviera andrà al voto domenica prossima

Se i sondaggi della vigilia risulteranno accurati, e le urne sanciranno la debacle annunciata per gli alleati della Cdu in Baviera, il voto sarà una conferma dell’avvio di una fase di transizione politica per la cancelliera dopo più di 13 anni al potere. A tutto vantaggio, probabilmente, della destra radicale di Alternative far Deutschland (Afd), considerata dai cristiano-sociali bavaresi come un pericolo mortale. Tanto è vero che AfD ha cominciato a crescere quando la Csu ha virato decisamente a destra nella speranza di contenerne l’urto. Ora le intenzioni di voto accreditano alla Csu un 33 per cento che, ove confermato nelle urne, configurerebbe una sconfitta micidiale. In pratica sarebbe quasi un meno 15 per cento rispetto 47,7 ottenuto, anche in quel caso in calo, nel settembre 2013.

Il Csu, alleato della Cancelliera, perderebbe 15 punti

Salirebbe invece al 10 per cento proprio l’Afd, che andrebbe a rafforzarsi ulteriormente a livello nazionale dopo essere entrato nella maggior parte dei parlamenti regionali e in quello federale. Un esito umiliante avrebbe anche effetti sul futuro del leader Csu in Baviera e ministro dell’Interno di Angela Merkel, Horst Seehofer. All’interno del partito si è già iniziato ad addossargli la colpa della preannunciata sconfitta. Non se la passa meglio l’altro partito alleato di Merkel nella grande coalizione a livello di governo federale, la Spd, che nei sondaggi esce dimezzata rispetto al 2013. E anche qui non mancheranno le critiche e le accuse di una disfatta provocata dalla continua presenza della Spd nelle coalizioni con la Cdu. In risalita, sempre secondo i sondaggi, anche i Verdi.