A Padova ha messo a segno 37 rapine: è un irregolare tunisino l’incubo dei commercianti

mercoledì 10 ottobre 14:13 - DI Redazione
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Proprio in Veneto il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha inviato rinforzi, e si vede: fatto sta che l’uomo, ritenuto l’autore di almeno 37 rapine compiute a danno di altrettanti negozi nella solo città di Padova – dal centro cittadino alla periferia urbana – è stato beccato e neutralizzato una volta per tutta, con sommo sollievo dei commercianti della zona per cui il rapinatore seriale – un tunisino irregolare – era diventato un vero e proprio incubo.

Ha compiuto 37 rapine solo a Padova: è un irregolare tunisino

Un incubo a cui hanno messo fine gli uomini della Squadra Mobile che, al lavoro sul caso delle spaccate messe a segno nei negozi padovani, hanno finalmente beccato il 40enne clandestino, irregolare e pluripregiudicato. Un malvivente particolarmente attivo che, al ritmo di 37 colpi messi a segno nelle scorse settimane, era riuscito a tenere sotto scacco un’intera comunità cittadina e sotto pressione i commercianti dal centro storico alla periferia, tanto da indurre il sindaco di Padova, Sergio Giordani, a pensare di inviare una richiesta d’aiuto scritta al Viminale, circostanziando l’allarme e motivando quella che negli ultimi tempi era diventata una vera e propria ossessione. Tanto che, tra paura e prevenzione, come si apprende da fonti ministeriali, il Viminale ha deciso di inviare e dislocare sul territorio 127 nuovi poliziotti e oltre 200 carabinieri.

Agiva attuando sempre lo stesso modus operandi

Dunque, dopo serrate attività di indagine, la Polizia di Stato di Padova lo ha catturato: nel pieno della scorsa notte, gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Padova hanno sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per furto aggravato il tunisino quarantenne irregolare sul territorio nazionale con precedenti penali per reati contro il patrimonio e per traffico di stupefacenti. La Polizia gli ha attribuito la responsabilità di molti dei furti commessi ultimamente in bar e negozi d’abbigliamento, e così, sulla scorta della intensa attività info-investigativa svolta è emerso che il tunisino per commettere i colpi utilizzasse un “piede di porco”, attivando sempre lo stesso modus operandi: agiva da solo, spaccava vetrate e poi asportava pochi euro di fondo cassa, si mimetizzava approfittando del buio e poi svicolava tra le vie del centro storico a bordo di bicicletta da uomo marca Esperia.

 

 

Commenti

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  • Leonardo.corso@bluewin.ch 11 ottobre 2018

    Fuoriiiiiii tutti sti africani. Oppure davvero finirà che l il oopolo stesso si armerà e li mandera a nuoto tutti

  • avvclaudiobianchini@gmail.com 11 ottobre 2018

    Il crimine si diffonde ove non sussiste un adeguato presidio del territorio e dove, al criminale, non vengono inflitte severe sanzioni. È una questione di scelte politiche.

  • sergheisantini@alice.it 11 ottobre 2018

    Ma è incredibile!!!..Questo è uno dei tanti regali della sinistra…..!!!!!!!!

  • serralisetta21@gmail.com 11 ottobre 2018

    Perché i Tunisini sono in italia. Non mi risulta ci sia una guerra in Tunisia! Dobbiamo rimandare subito quelli che non hanno un lavoro regolare al loro paese subito. Idem per chi delinque e questo vale per tutte le persone non italiane. Carcere duro per chi cerca di rientrare poi nel nostro paese e lavori socialmente utili per pagarsi vitto e alloggio nelle nostre carceri. Basta costi per gli italiani.