A Padova ha messo a segno 37 rapine: è un irregolare tunisino l’incubo dei commercianti

Proprio in Veneto il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha inviato rinforzi, e si vede: fatto sta che l’uomo, ritenuto l’autore di almeno 37 rapine compiute a danno di altrettanti negozi nella solo città di Padova – dal centro cittadino alla periferia urbana – è stato beccato e neutralizzato una volta per tutta, con sommo sollievo dei commercianti della zona per cui il rapinatore seriale – un tunisino irregolare – era diventato un vero e proprio incubo.

Ha compiuto 37 rapine solo a Padova: è un irregolare tunisino

Un incubo a cui hanno messo fine gli uomini della Squadra Mobile che, al lavoro sul caso delle spaccate messe a segno nei negozi padovani, hanno finalmente beccato il 40enne clandestino, irregolare e pluripregiudicato. Un malvivente particolarmente attivo che, al ritmo di 37 colpi messi a segno nelle scorse settimane, era riuscito a tenere sotto scacco un’intera comunità cittadina e sotto pressione i commercianti dal centro storico alla periferia, tanto da indurre il sindaco di Padova, Sergio Giordani, a pensare di inviare una richiesta d’aiuto scritta al Viminale, circostanziando l’allarme e motivando quella che negli ultimi tempi era diventata una vera e propria ossessione. Tanto che, tra paura e prevenzione, come si apprende da fonti ministeriali, il Viminale ha deciso di inviare e dislocare sul territorio 127 nuovi poliziotti e oltre 200 carabinieri.

Agiva attuando sempre lo stesso modus operandi

Dunque, dopo serrate attività di indagine, la Polizia di Stato di Padova lo ha catturato: nel pieno della scorsa notte, gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Padova hanno sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per furto aggravato il tunisino quarantenne irregolare sul territorio nazionale con precedenti penali per reati contro il patrimonio e per traffico di stupefacenti. La Polizia gli ha attribuito la responsabilità di molti dei furti commessi ultimamente in bar e negozi d’abbigliamento, e così, sulla scorta della intensa attività info-investigativa svolta è emerso che il tunisino per commettere i colpi utilizzasse un “piede di porco”, attivando sempre lo stesso modus operandi: agiva da solo, spaccava vetrate e poi asportava pochi euro di fondo cassa, si mimetizzava approfittando del buio e poi svicolava tra le vie del centro storico a bordo di bicicletta da uomo marca Esperia.