Trump: “Kim e io innamorati”. L’ultima sortita di un vero anticonformista

Donald Trump è veramente un presidente – e un uomo – fuori dagli schemi: anticonvenzionale, anti conformista, poco protocollare, sprezzante dell’ipocrisia politichese. Doti che per un uomo delle istituzioni sono certamente un pregio, ed è per questo che è stato eletto dal popolo e non dai radical chic di Manhattan o della “moderna” California. Oggi ne ha fatta un’altra delle sue: il presidente degli Stati Uniti ha detto che lui e il leader nordcoreano Kim Jong-un “si sono innamorati” e che per questo le tensioni tra i due Paesi si sono allentate. Trump lo ha detto durante un intervento ai suoi sostenitori nella Virginia occidentale. “Mi ha scritto belle lettere e ci siamo innamorati”, ha ribadito. Trump ha spiegato che il fatto che Pyongyang abbia interrotto i suoi test nucleari, così come i lanci missilistici è un segnale che il suo riavvicinamento con la Corea del Nord sta funzionando. Anticipando le critiche suscitate dalle sue parole di affetto per Kim, il presidente ha aggiunto sarcasticamente: “Donald Trump ha detto che si sono innamorati, quanto è orribile, quanto è orribile? È così poco presidenziale”. In queste dichiarazioni c’è tutto Trump, l’uomo che ha rivoluzionato la Casa Bianca, l’uomo che sembra un matto ma che è tutt’altro che matto: prima la dichiarazione provocatoria, poi il risultato positivo del suo comportamento, i suoi successi, quindi l’ennesimo schiaffo ai politically correct ipocriti e propalatori di bufale, ossia i media democratici asserviti ai grandi gruppi di potere e alle lobbies pseudo culturali che fino a un anno fa controllavano l’America.

Trump dice quello che tutti pensano

Trump ha vinto le elezioni perché continua dire quello che tutti pensano fregandosene della diplomazia e dei salotti buoni: come quando ha detto che Onu e Nato non servono a nulla, che sono solo stipendifici, cosa che tutti pensano da sempre ma che si vergognano di dire perché non sarebbe “democratico”. Non ha neanche grande stima dell’Unione europea mentre ha aperto le porte alla Brexit. Così come non sarebbe “caritatevole” criticare l’invasione dei clandestini, insieme a cui entrano negli Usa anche criminali e spacciatori, dal Messico, la gente teme di apparire spietata o cattiva chiedendo una regolamentazione dei flussi, e non lo dice e i giornalisti non lo scrivono, ma la maggioranza la pensa come Trump, e l’ha dimostrato nell’urna. Trump urla questi concetti ricorrendo a paradossi, in modo da attenuarne l’effetto, per abituare l’America e il mondo alle sue sortite bizzarre, “tanto è matto”, ma la sostanza c’è tutta. Infine si è appreso che il presidente americano è stato invitato a venire in visita in Russia. Lo ha rivelato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ricordando che “Vladimir Putin ha ricevuto un invito da Trump (a recarsi negli Usa, ndr)”. “Quando tutti saranno pronti e quando saranno proposte le possibili date, saremo in grado di decidere”, ha aggiunto in una conferenza stampa ieri a New York, a margine dell’Assemblea generale dell’Onu. E chissà che lo zar non riesca a far ragionare Trump anche sulla questione siriana, che è uno dei pochi punti sul quale il capo della Casa Bianca non ha capito nulla.