Rai, accordo su Foa presidente. La sinistra va fuori di testa. E l’Italia ride

Loro protestano, l’Italia ride. E perciò dicono: mercimonio Rai. Dicono ancora: occupazione militare in Rai. Dicono così perchè per loro è così. È una tragedia. Per i nipotini del Pci-Pds-Ds finiti raggianti e festanti nel Pd veltroniano e, adesso, dopo la cura Renzi destinati mestamente all’estinzione la Rai è stata davvero la loro casa. Più che una mamma, una certezza. Ci spiegarono, allora, che la Rai era lo specchio del Paese. E siccome loro rappresentavano la cultura, l’intelligenza, l’élite, anche nei momenti in cui a governare erano altri, su quella superfice solo loro avrebbero avuto diritto a specchiarsi. Testa e cuore di sinistra con pancione centrista: questa era la Rai. Questa è sempre stata l’azienda di Viale Mazzini per la sinistra italiana: terreno di caccia quasi esclusivo. Ecco perchè adesso ululano dolenti alla luna. È pur vero che in alcuni frangenti si tentò di irrorarne le vene con linfa nuova, diversa e a tratti migliore. Ma senza mai riuscire ad intaccare -e perciò rigenerare davvero- i gangli vitali. Un’opportunita che invece sembra aprirsi da oggi, con la nomina di Marcello Foa alla presidenza. Una possibilità che manda ogni sinistro nostrano in fibrillazione. E che lo rende ridicolo agli occhi di ogni italiano. Non c’è niente da fare: più urlano di scippo, più inveiscono contro l’occupazione, più gridano allo scandalo delle nomine, più si gettano la zappa sui piedi. Dovrebbero stare zitti. Farebbero meglio a tacere. Per tutto quello che hanno fatto e disfatto in Rai sin da quando se ne spartirono, sessant’anni fa, coi democristiani posti e posizioni. Invece protestano. Vanno fuori di testa. Perchè sanno che la maggioranza cambierà i vertici da loro imposti. Perchè sostituirà i loro uomini. Loro protestano, l’Italia ride.