Papa Francesco da Palermo: «Non si può essere mafiosi e credere in Dio»

«A voi mafiosi dico: cambiate fratelli e sorelle, smettete di pensare a voi stessi e ai vostri soldi. Se non fate questo, la vostra vita andrà persa e sarà la peggiore delle sconfitte. Altrimenti, la vostra stessa vita andrà persa e sarà la peggiore delle sconfitte». Dal Foro italico di Palermo Papa Francesco si rivolge ai boss con un appello forte scandito dal lungo applauso dei presenti. Nel corso dell’omelia il pontefice ha più volte chiamato in causa i mafiosi perché si convertano. «Chi non fa nulla per contrastare l’ingiustizia non è un uomo e una donna giusti. Voi sapete che il sudario non ha tasche, non potreste portare niente con voi. Convertitevi al vero Dio, Gesù Cristo! Non si può credere in Dio ed essere mafiosi. Chi è mafioso – dice papa Bergoglio – non vive da cristiano perché bestemmia con la vita il nome di Dio-amore. Oggi abbiamo bisogno di uomini e di donne di amore, non di uomini e donne di onore; di servizio, non di sopraffazione; di camminare insieme, non di rincorrere il potere. Se la litania mafiosa è “Tu non sai chi sono io”, quella cristiana è “Io ho bisogno di te”’. Se la minaccia mafiosa è “’Tu me la pagherai”’, la preghiera cristiana è “Signore, aiutami ad amare”. Nel capoluogo siciliano, dove ha ricordato il sacrificio di don Pino Puglisi, il parroco del quartiere Brancaccio ucciso dalla mafia il 15 settembre del ’93, il pontefice è arroivato dopo la sua prima tappa a Piazza Armerina (Enna), dove è stato accolto da 40 mila persone. «Sono contento di trovarmi in mezzo a voi. È bello il sole della Sicilia!», sono state le sue prime parole durante l’incontro con i fedeli.  Al termine della rituale benedizione pap Francesco ha bloccato il primo pellegrino in procinto di fare il baciamano invitandolo a baciarlo sulle guance. Poi si è soffermato a lungo con i detenuti delle carceri di Piazza Armerina, Enna e Gela e ha abbracciato simbolicamente un disoccupato e un giovane di colore.Infine si è fatto anche un selfie con un fedele prima di indossare un cappellino che gli era stato offerto da un bambino disabile.