Londra fuori, Turchia e Macedonia dentro. Europa, fatti una domanda…

domenica 30 settembre 13:00 - DI Antonio Pannullo

Il referendum in corso in Macedonia sull’ingresso del Paese balcanico nell’Unione europea e sul cambio del nome per contrasti con la Grecia, riporta all’attenzione dell’Europa lo stato disastroso della Ue. Il Paese poverissimo nato dalla frantumazione della Jugoslavia vorrebbe entrare nella ricca Ue (ha presentato domanda di adesione nel 2004), allo scopo di ricevere sostanziosi finanziamenti per “progetti” di sviluppo, mentre. ad esempio, la Serbia, molto più ricca ed evoluta della Macedonia, è ostacolata con ringhioso sospetto dagli eurocrati di Bruxelles. E questo a causa della guerra di Bosnia, nel corso della quale Onu, Ue e Usa hanno preso smaccatamente parte contro Belgrado e a favore dei musulmani. Il risultato finale della guerra di Bosnia è stato che ora abbiamo due Stati musulmani piantati nel cuore dell’Europa. Dei sei Stati in cui si è polverizzata la Jugoslavia solo due, Croazia e Slovenia, sono stati accolti. Diverso il discorso della Turchia, che geograficamente neanche fa parte dell’Europa, che ha presentato domanda nel lontanissimo 1987, e la cui candidatura è stata sostenuta per anni dalla sinistra europea, Italia compresa. Sembrava cosa fatta, se non che la Turchia, membro della Nato, ha iniziato una deriva fondamentalista che ha raffreddato gli animi e aperto gli occhi ai popoli europei sulla presidenza Erdogan. Senza contare le proteste sanguinose, i disordini, la repressione, ricordiamo che le truppe di Ankara hanno invaso militarmente uno Stato sovrano, la Siria, senza che le sedicenti organizzazioni internazionali, Onu, Ue, Nato, dicessero nulla, mentre quando la Serbia fece esattamente lo stesso per proteggere l’unità del Paese, fu addirittura bombardata dagli Stati “democratici”. La Turchia inoltre continua a perseguitare i curdi, forte minoranza etnica nel Paese (si stima intorno a 20 milioni la popolazione curda in Turchia) e a effettuare arresti politici indiscriminati. Su Ankara inoltre pesa il genocidio degli Armeni del 1915 che si rifiuta di ammettere nonostante la mole di prove. Candidate all’ingresso nella Ue anche Albania e Montenegro, mentre Romania e Bulgaria già sono dentro. Se si considera che il Regno Unito, uno dei Paesi più ricchi e civili del mondo, è liberamente uscito con il referendum della Brexit e se si considera che la Norvegia, altro Paese estremamente civile ed evoluto, non è mai neanche voluta entrare, e se si considera infine che la civilissima Islanda ha addirittura ruitirato la propria candidatura nel 2015, non ci si può sottrarre dal porci qualche domanda su questa Unione europea. Come mai gli Stati più ricchi, evoluti e a più antica tradizione di libertà fuggono e quelli più poveri – meglio se musulmani – premono per entrare? E’ evidente che la logica suicida di Bruxelles è una logica pauperista tesa a portare al ribasso gli standard di vita degli europei, non adeguandoli a quelli inglesi ma abbassandoli a quelli macedoni, in un’ottica di livellamento quasi sovietico e cinese della popolazione. I governi sedicenti liberali e di sinistra che negli ultimi anni hanno governato la Ue hanno scelto la strada suicida della povertà e della antidemocrazia, per rendere gli europei schiavi ai diktat di Bruxelles, forzando questa strategia con l’ingresso indiscriminato nel continente di milioni di africani e asiatici di religioni diverse da quella europea, allo scopo di annichilire il vecchio continente. La fuga di Londra dovrebbe aprirci gli occhi. Ma c’è ancora una speranza per l’Europa, prima che sia tardi: i movimenti sovranisti e identitari stanno facendo prendere coscienza della situazione ai popoli europei, che iniziano a ribellarsi alle lobbies finanziarie che foraggiano le ong, ai potentati economici che armano i terroristi che stanno insanguinando l’odiata Europa. Ma che ci odino gli estremisti islamici è quasi comprensibile, quello che non è comprensibile è che alcuni europei odino i loro compatrioti.

Commenti

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  • ancatel@libero.it 1 ottobre 2018

    L’ingresso di Albania e Montenegro nell’Unione Europea sarebbe una ulteriore islamizzazione del continente europeo con conseguenze disastrose, ma i vomitevoli eurocrati di Bruxelles hanno già dimostrato in passato di detestare le Chiese e preferire le Moschee. Che schifo!

  • raffaelemannrini@virgilio.it 1 ottobre 2018

    Ottimo e illuminante articolo che ci fa capire cosa sta diventando l’Europa in opposizione al coro dei suicidi europeisti

  • MASSIMILIANO POLLA 1 ottobre 2018

    .. sono un fervente nazionalista, ma questo articolo è infantile delirio.
    La vecchia Europa è e sarà la mia Patria. Dobbiamo cambiare gli ufficiali e la rotta della nave, non saltare vigliaccamente sulle scialuppe: l’ Europa si cambia, non si abbandona!

  • swizz.46@alice.it 1 ottobre 2018

    E non dimentichiamo la Russia a torto fuori dall’Europa ed anche sanzionata!

  • c.arcabasso12o6@liber.it 1 ottobre 2018

    Ragazzi l’Europa è nostro padre e nostra madre culturale e spirituale. Pensate ai Monasteri centri di sapere, alle antiche università d Bologna, Oxford, Coimbra, Salamanca, Sorbona, Cracovia, Padova, Pisa, Pavia, Bordeaux, Heidelberg e ve ne farete una ragione: Ora vi parlo della mia partenza da Milano con lire in tasca per Amsterdam e Parigi e scoprire in loco che in pochi giorni il cambio era cambiato a nostro sfavore; volete mettere l’Euro odierno!

  • fausto.massaia@gmail.com 1 ottobre 2018

    complimenti per le giuste osservazioni che condivido pienamente. Ricordo i libri Orgoglio e Pregiudizio, e gli altri libri ed articoli, della giornalista Oriana Fallaci che non poteva entrare in Svizzera, altro paese democratico, perchè considerata razzista. Se esiste il pericolo razzismo vuole dire che esistono diverse razze umane, perché non prenderne atto e smetterla con questa farsa.

  • serralisetta21@gmail.com 1 ottobre 2018

    Se entra la Turchia in Europa, un paese integralista ed estremamente pericoloso per la nostra civiltà, l’Italia ne deve uscire come ha fatto l’Inghilterra. Non ha senso rimanerci.

  • andrea.somenzi@yahoo.com 1 ottobre 2018

    di SaintJust… Ukraina non è Russia e non le assomiglia per nulla.

  • andrea.somenzi@yahoo.com 1 ottobre 2018

    Antonio Pannullo, complimenti per l’articolo.
    Forma e contenuto precisi e chiari. Bravissimo !!!

  • davidepierco@tiscali.it 1 ottobre 2018

    Attenzione ai paesi islamici per loro e’ una manna entrare e concludere la conquista islamica dell’Europa perche’ e’ questo il loro fine ultimo.

  • Giuseppe Forconi 1 ottobre 2018

    Tutto quanto qui’ da voi commentato e’ piu’ che giusto. Aggiungerei,…..referendum si, ma in simultanea con le normali elezioni. Per un risparmio. Essere precisi nelle richieste da votare. Fare attenzione ai franchi tiratori che in qualche modo mireranno alla destabilizzazione del referendum. Ma in sostanza uscire dall’Europa non e’ una cattiva idea, anzi…..!!! Una Europa unita e giusta , ma non alle attuali condizioni, e’ tutto un mangia mangia e nulla che sembri una organizzazione mirata ad una collaborazione tra i vari stati…. anzi….. se ci possono fregare sono i primi a pugnalarci alle spalle. Quindi, ci conviene rimanere e farci incu….. quotidianamente, oppure risorgere come Nazione quale eravamo prima che Prodi e compagni ci ficcassero dentro a forza ??? Decidiamo e votiamo. L’Inghilterra l’ha fatto, gli e’ costato ma ora e’ libera e se la ride.

    • Giuseppe Forconi 1 ottobre 2018

      ….. dimenticavo, attenzione alla Turchia. Saremo ancora nella UE o meno, ma l’islam che rimanga fuori delle nostre porte di casa se vogliamo rimanere ancora liberi, meglio una Russia industrializzata che loro.

  • alfonso.deblasio@hotmail.it 1 ottobre 2018

    E allora che aspetta l’Italia a uscire da questa Europa dannosa integralista e comunista? Ci vogliono fatti e non solo parole.

    • udo73@libero.it 2 ottobre 2018

      Magari l’europa fosse comunista!!, Non credo che i padri comunisti appoggerebbero queste politiche delle banche, del massacro di tanti immigrati, perchè caro Alfonso di massacro si tratta; odel lavoro al ribasso. questo delirio è tutto tranne che comunista.

  • Silviatoresi@gmail.com 1 ottobre 2018

    Ma è proprio necessario rimanere in Europa?

  • 30 settembre 2018

    Redazione, grazie molto per la vostra gentilezza.

  • barbantig@tiscali.it 30 settembre 2018

    ottimo articolo

  • guido55@libero.it 30 settembre 2018

    Articolo con il quale non si può non essere d’accordo. L’Europa così come pensata dai Padri Fondatori non esiste più. Ciò che oggi chiamiamo unione europea è solo un triste coacervo di identità nazionali che poco o nulla possono avere in comune. Purtroppo non si nota all’orizzonte nulla di positivo in merito e sembra corretto porsi il quesito circa il modello dell’attuale “cosa”. Non illudiamoci in una se pur tardiva ricostruzione. Ormai la situazione non può che degenerare se verranno ulteriormente allargate le maglie in maniera così insensata.

  • c.arcabasso12o6@liber.it 30 settembre 2018

    Prima di Albania e Montenegro entri la Russia di Putin, al quale lasceremmo in piena sovranità e con il rublo la parte asiatica.l’Europa senza Russia ( compreso Ucraina e Bielorussia) è un non senso.

  • 30 settembre 2018

    Redazione perché i miei commenti non sono stati publicati???sono registrato con il vostro giornale..non capisco???mi può dare una spiegazione??? Io o il diritto di votare in Italia!!! La risposta la accetto pubblicata sul sito no privatamente…Grazie

    • red@dekoo.it 30 settembre 2018

      Come vede è stato tutto pubblicato, e questa è l’ultima volta che diamo spiegazioni.

  • 30 settembre 2018

    Brava Gran Bretagna siete di nuovo LIBERI DEL VOSTRO DESTINIO!!!la eurozone a trovato altri stupiti per entrare nella loro trappola…così Brussel e Germania diventeranno più ricchi!!!

  • sidellupo@virgilio.it 30 settembre 2018

    SUBITO UN REFERENDUM!! Prima si esce, e meglio è!! L’islamizzazione dell’unione non porterà che guerre e carestie. Quindi FUORI!!! E’ una necessità a cui non si può rinunciare. Italiani SVEGLIA!!!