L’Ocse all’Italia: «Non toccate la Fornero». E Di Maio: «Non si intrometta»

Nuovo altolà europeo diretto all’Italia, e al governo giallo-verde, sotto la regia francese. «L’Italia deve proseguire sulla via delle riforme e rispettare i vincoli di bilancio previsti dall’Unione europea», è l’ultimo appello che viene dall’Ocse insieme alla raccomandazione di «non smontare la legge Fornero», uno dei punti salienti del programma elettorale della Lega e del contratto di governo.

Altolà dell’Ocse, Di Maio: non si intrometta

L’Ocse, per bocca della capo economista dell’organizzazione con sede a Parigi, Laurence Bonne, rivede al ribasso la stima di crescita del pil italiano a causa di  «incertezze sulle scelte politiche, più alti tassi di interesse e più lenta creazione di posti di lavoro che frenano la spesa delle famiglie». Ma, soprattutto, invita Palazzo Chigi a mantenere la riforma Fornero perché «se si tratta di ridurre l’età pensionabile sappiamo che questo non crea occupazione, non sono i giovani che rimpiazzano gli anziani“.  «All’Italia – ha detto ancora la Bonne – lanciamo un messaggio molto semplice: molte riforme sono state fatte dal precedente governo. È vitale che queste riforme continuino perché l’Italia deve andare avanti sul cammino della crescita». Il messaggio è chiarissimo. Quanto al reddito di cittadinanza, ha detto Boone, in un Paese avanzato come l’Italia deve essere “mirato” per aiutare le persone colpite dalla crisi sotto forma di “misure contro la povertà“, perché «un reddito universale diretto a tutti sarebbe molto costoso e non si riesce a mirare i destinatari». Non si fa attendere la risposta del ministro Luigi Di Maio, che dalla Cina ribatte: «L’Ocse non deve intromettersi nelle scelte di un Paese sovrano che il governo democraticamente legittimato sta portando avanti». Il vicepremier grilino ha anche ricordato ai colleghi europei che «il superamento della legge Fornero è nel contratto e dunque verrà realizzato perché quasi due terzi degli italiani sono con noi». Quindi una nuova stoccata alle istituzioni internazionali: «I burocrati se ne facciano una ragione. Siamo stati eletti anche per questo e manterremo l’impegno preso».