Incendio sul Monte Serra, in campo anche la Folgore. Ci sono sospettati

Sono tornati in azione i Canadair sul Monte Serra, dove continua a imperversare il vasto incendio scoppiato la sera di lunedì. Stamattina se ne sono levati in volo due, insieme a un elicottero S64 della flotta nazionale e 3 elicotteri regionali. Per favorire le operazioni di spegnimento oggi, per 12 ore, resterà anche chiuso l’aeroporto di Pisa. Attualmente la situazione che preoccupa di più è quella del versante Vicopisano, dove le località maggiormente interessate sono Cucigliaba e Campo dei Lupi. Sul campo lavorano incessantemente vigili del fuoco (circa 120 uomini che operano con oltre 40 mezzi di spegnimento), volontari (una trentina di squadre) e ora anche la Folgore. Su richiesta delle autorità locali, l’esercito ha messo a disposizione sei pattuglie motorizzate di paracadutisti della Brigata. I primi nuclei sono partiti nella serata di ieri dal Centro di addestramento di Pisa e nei prossimi giorni le attività proseguiranno con i paracadutisti del Reggimento Logistico.

La Folgore si occuperà in particolare del controllo del territorio e dei focolai dell’incendio, mentre la notte scorsa sono stati i vigili del fuoco a impedire l’avanzamento delle fiamme verso i centri abitanti, presidiando anche le case. Circa 700 persone hanno passato la notte altrove, ospitati per lo più da parenti e amici, mentre sono circa una trentina le persone che hanno dormito negli alberghi messi a disposizione dal sistema di protezione civile.

Le indagini sono invece affidate ai Carabinieri forestali. La Procura di Pisa ha aperto un fascicolo per incendio colposo. E ci sarebbero già alcuni sospettati come possibili autori dell’innesco dell’incendio, che finora ha mandato in fumo oltre 600 ettari tra bosco e uliveti. Secondo la Coldiretti, ci vorranno almeno 15 anni per ricostruire i boschi andati a fuoco con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo. L’associazione di coltivatori stima in circa 10mila piante gli ulivi anche secolari distrutti dall’incendio, che ha colpito anche vigneti e castagneti e ha minacciato abitazioni rurali e alcuni agriturismi che sono stati costretti ad evacuare. La stima dei danni, ha aggiunto Coldiretti, è salita ormai ad oltre 6 milioni di euro solo per l’agricoltura con gli ulivi che dovranno essere ripiantati e ci vorranno almeno cinque anni prima che si torni a produrre.

E l’emergenza è tutt’altro che superata: le condizioni meteo non aiutano le operazioni di spegnimento, perché anche per oggi è prevista una giornata ventosa. Inoltre, il governatore Enrico Rossi, che si è recato sui luoghi dell’incendio, ha fatto sapere che da oggi il settore forestazione della Regione Toscana ha istituito un nuovo periodo a rischio incendi che sarà valido fino al 10 ottobre, a causa proprio del vento forte previsto anche nei prossimi giorni e ha vietato i falò di residui forestali e l’accensione fuochi in tutta la regione.