Il “razzismo” degli italiani: uno storico sketch tv di Tognazzi (video)

È il 1958, la Rai ha quattro anni di vita. Due grandi attori, Ugo Tognazzi e Gianni Agus, interpretano in tv una parodia di Angeli neri, un successo del cantante Luciano Tajoli di quegli anni. Il testo della canzone, che commosse l’Italia di allora, parlava di un uomo di colore che chiedeva  a un pittore di dipingere, fra tanti angeli bianchi, anche un angelo nero in un quadro a soggetto religioso.

L’Italia di quel tempo non aveva remore a scherzare su tutto, anche sul razzismo e sull’antirazzismo.  Non si prendeva sul serio al 100%, a differenza della seriosa Italia di oggi, un ‘Italia talmente seriosa che conduce al paradosso di un comico, Crozza, che detta lo stile ai politici. Era un Italia dove non esistevano tabù, nonostante la calzamaglia delle gemelle Kesler. Un’Italia dove le parole non erano censurate e dove si poteva ridere anche degli argomenti più seri e alati, come appunto la battaglia culturale e politica contro i pregiudizi razziali. Ridere non era un modo per sminuire gli ideali, ma per stemperare le passioni, placare gli spiriti bollenti, riportare le questioni alle loro esatte, umane dimensioni. In fondo, se la nostra società ha superato la guerra civile strisciante che l’ha accompagnata per lunghi decenni, è stato anche per la capacità di sdrammatizzazione degli artisti di allora e di chi ispirava la comunicazione culturale.

Oggi uno sketch come questo  di  Tognazzi e Agus sarebbe impensabile: scatenerebbe bufere politiche e mediatiche per giorni e giorni. Ma vale la pena  rivederlo egualmente. Per capire come è cambiata l’Italia e come abbia perso la capacità di ridere. Fateci caso, oggi la risata di tanti uomini pubblici (anche attori) assomiglia a un ghigno.