Gli esperti danno le prime cifre: quanti voti sposterebbe Berlusconi candidato

Sondaggisti scatenati. Dopo l’annuncio di Berlusconi di una sua ricandidatura alle Europee – tutta da definire – gli analisti sono al lavoro a sondare quanto salutare l’ingresso in partita “da titolare” del Cavaliere. Nessuna rivoluzione, nessun miracolo, ma uno spostamento di uno o due punti percentuali, che pur non cambiando di molto le sorti di Forza Italia, farebbero attestare il partito  intorno al 10%. Non è poco. E’ l’opinione espressa dai sondaggisti interpellati dall’Adnkronos sugli effetti che potrà avere la candidatura di Silvio Berlusconi alle elezioni europee. «Sicuramente il suo nome può spostare i voti in termini numerici, ma non tanto, l’1 o il 2 per cento, dipende molto da cosa dirà durante la campagna elettorale – è l’opinione di Renato Mannheimer, alla guida dell’Ispo, Istituto per gli studi sulla pubblica opinione – Comunque più di tanto non modifica il quadro, a meno che non faccia annunci stratosferici. La figura di Berlusconi attira ma non tanto da spostare Forza Italia molto oltre il 10%».

Anche Maurizio Pessato, presidente di Swg, ritiene che il ritorno in campo di Berlusconi «qualche piccolo effetto lo possa avere» perché «come sempre ha un’area che guarda a lui e ritiene che possa garantire alcune cose. L’ipotesi però – spiega – è legata al rapporto con l’altro pezzo del centrodestra, e probabilmente è l’opzione centrodestra unito che può dare maggiori chances a Forza Italia più che non il semplice ritorno di Berlusconi». A giudizio di Pessato non è più una situazione che possa lasciare spazio «a una corsa solitaria di Forza Italia. Invece all’interno di un quadro di centrodestra c’è la possibilità che una parte dell’elettorato possa affidarsi a lui piuttosto che alla nuova Lega».

Quella di Berlusconi, secondo Nicola Piepoli, è una tattica di lungo periodo: «è più una mossa per mantenere le posizioni che per guadagnare: è la filosofia dei d’Orange, i reali d’Olanda – ricorda il sondaggista – che sul loro stemma hanno scritto je maintien. Questa è la filosofia, mantenere la posizione attuale del partito, non incrementarla. Forza Italia è un partito di massa che ha una decina di punti sul mercato italiano, che non è poco, sono milioni di voti. Senza Berlusconi il mantenimento sarebbe più aleatorio. Si tratta di galleggiare. Dopo che si è galleggiato, però, bisogna combattere».

La candidatura di Berlusconi, a giudizio di Antonio Noto, della Noto sondaggi, «non è detto che comporti un cambio di comportamento già nell’immediato. Forza Italia è valutabile intorno al 9-10%. Oggi è ancora il partito di Berlusconi: anche se non è stato candidato alle elezioni politiche è come se nell’immaginario degli italiani lo fosse, ha fatto comunque campagna elettorale. Con una campagna da candidato alle europee è possibile che possa attirare una parte di affezionati ma è una questione nell’ordine di uno due punti».