Francia, no allo show del rapper islamico al Bataclan. E lui provoca su Instagram

lunedì 24 settembre 11:17 - DI Redazione

Avrebbe dovuto esibirsi il 19 e il 20 ottobre prossimi al famoso Bataclan dove nel novembre del 2015 un attacco jihadista uccise 98 persone. Ma l’annuncio che il rapper Médine Zaouiche,  francese di origini maghrebine, avrebbe tenuto qui concerti ha subito diviso l’opinione pubblica francese. Anche perché uno degli album in commercio di Médine si intitola  “Jihad – La guerra più importante è contro se stessi” e lui è artefice di versi non proprio pacifici come: “crocifiggiamo i laici, come sul Golgohta”.

L’associazione delle vittime del Bataclan ha parlato di possibile profanazione, alcuni parlamentari di destra hanno lanciato una petizione online intitolata “No al rapper Médine”, e gli avvocati dei familiari delle persone uccise e ferite nel massacro di Bataclan hanno annunciato azioni legali per ottenere l’annullamento degli spettacoli programmati con la motivazione che rappresentano una minaccia per l’ordine pubblico. Il padre di una delle vittime, Patrick Jardin, si è rivolto al governo, chiedendo l’annullamento delle esibizioni: “Non è normale che un artista islamista si esibisca proprio in questa sala, è come se venisse organizzato uno spettacolo nazista a Dachau”. Marine Le Pen ha tuonato: “nessun francese può accettare che questo personaggio vada a dire le sue sconcezze sul luogo del massacro del Bataclan”. Dopo tante polemiche è stata messa la parola fine alla querelle:  lo show di Médine è stato spostato il 9 febbraio allo Zenith, una struttura che può accogliere più di seimila persone. Il rapper non si accontenta del resto di provocare solo con i suoi testi e con i suoi video. Giorni fa ha postato una sua foto scattata al Bataclan in cui appare solo sulla scena con la scritta:”Il Bataclan era tutto quello che volevo fare”.

 

 


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Tout c’que j’voulais faire c’était l’Bataclan…

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