Filippine, il tifone Mangkhut causa 29 morti e ora punta verso la Cina

Il bilancio delle vittime del tifone Mangkhut è salito a quota 29 nelle Filippine soprattutto a causa delle frane provocate delle forti piogge nelle province montuose a nord del Paese: lo ha reso noto il capo della polizia, Oscar Albayalde. Intanto il tifone prosegue la sua marcia verso la Cina: nel complesso circa mezzo milione di persone è stata già evacuata da sette città nella provincia di Guangdong mentre le autorità di Macau hanno chiuso per la prima volta tutti i casinò.

Il servizio meteorologico di Hong Kong, l’Hong Kong Observatory, ha consigliato ai cittadini di tenersi lontano dal Victoria Harbour dove si registra già un innalzamento delle acque. Mangkhut è atteso in Cina in giornata.

Mangkhut punta ora sulla popolatissima Hong Kong e il sud della Cina dove è atteso in giornata dopo aver devastato l’isola di Luzon, nelle Filippine, trovando sul suo cammino almeno cinque milioni di persone. Ora il fenomeno è classificato come un uragano di tipo Atlantico di categoria 5. Al momento si sposta con venti a 155 chilometri orari e raffiche fino a quasi 200.

I governi di Cina e Filippine hanno deciso di comune accordo di cancellare una visita del ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, prevista per oggi. Cancellati circa 150 voli, un terzo dei quali internazionali. Bloccati anche i collegamenti marittimi. L’osservatorio meteo di Hong Kong ha riferito che il tifone si è leggermente indebolito, ma la sua forza e la violenza delle sue piogge continuano ad essere potenzialmente devastanti. Le popolazioni sono state esortate a tenersi lontane dalle coste. Le autorità sottolineano che il bilancio delle vittime potrebbe essere molto più alto e che una conta definitiva potrà essere fatta solo a fenomeno esaurito.