FdI: «Bolzano è italiana, non accettiamo provocazioni da nessuno»

«Fratelli d’Italia è qui per ribadire che Bolzano è italiana e che, come cento anni fa, non accettiamo prevaricazioni da nessuno». Lo ha dichiarato il capogruppo di FdI alla Camera Francesco Lollobrigida, che insieme a una delegazione di parlamentari del partito ha manifestato davanti alla sede del consolato austriaco di Bolzano, dietro a uno striscione con scritto Herr Kurz: giù le mani dall’Alto Adige. «Cento anni fa – ha aggiunto Lollobrigida – centinaia di migliaia di italiani hanno combattuto per far sì che questa parte di Italia fosse all’interno dei confini della Nazione. Il cancelliere Kurz, con arroganza e prepotenza pari forse a quelle di qualche capo di Stato sudamericano, si è intromesso intervenendo su una campagna elettorale all’interno dei nostri confini. E nessuno dei rappresentanti del nostro governo è intervenuto. Oltretutto l’Austria, con un ennesimo atto di ostilità, ha offerto il doppio passaporto ai cittadini che sono qui e che godono dei benefici di essere altoatesini, di fatto discriminando il resto della comunità italiana. Come se questa fosse ancora una provincia dell’impero austroungarico. Beh, sappia il cancelliere Kurz che con l’Austria possiamo avere buoni rapporti e lottare insieme per difendere i confini d’Europa. Ma i confini italiani non si violano in alcun modo. Fratelli d’Italia difenderà qui, in Parlamento e in ogni luogo gli interessi degli italiani, nella speranza che anche altri lo facciano. Perché dalla Lega, dal governo e dal ministro Salvini, al quale facciamo nuovamente appello, non abbiamo visto alcun segnale di difesa della nostra comunità nazionale. Lo slogan prima gli italiani, qui in Alto Adige, la Lega se l’è dimenticato», ha concluso Lollobrigida.  «Siamo stanchi di provocazioni e tensioni inutili», ha aggiunto anche il consigliere provinciale altoatesino Alessandro Urzì di Alto Adige nel cuore, sottolineando che si tratta di una «inaccettabile intromissione in questioni interne da parte di un capo del Governo di uno Stato estero. L’unico tentativo recente di fare un comizio in uno stato estero che ricordo è quello di Erdogan», ha continuato Urzì. La sede scelta per la manifestazione di protesta è stata quella del Palazzo Mercantile, sede del consolato d’Austria. «Kurz viene qui come se fosse in un Land austriaco e noi gli diciamo giù le mani», ha concluso Urzì.