E quattro: un’altra indagine dei pm su Salvini, mentre lui sorride sul Time…

E quattro. Il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini è accerchiato su 4 fronti: giudiziario, politico, mediatico e europeo. E pur avendo lui stesso dichiarato e confermato a più riprese come ogni indagine rappresenta per lui una medaglia, ora cominciano davvero ad essere troppe, troppo pervicacemente cercate e frettolosamente sbandierate. E, sopratutto, continuare a spolpare fino a scarnificarla, una vicenda come quella della Diciotti, comincia ad apparire troppo perfino ai detrattori del leader leghista nel mirino della magistratura.

Salvini, ora i magistrati cercano il “danno erariale”

E così, da ministro sotto assedio quale si ritrova ad essere, come riferisce il Tempo e riporta il sito de il Giornale in queste ore, «dopo l’apertura dell’inchiesta da parte del pm Luigi Patronaggio ad Agrigento, dopo la lettera recapitata dalla procura di Palermo con cui il procuratore lo informava di essere ufficialmente nel registro degli indagati, dopo la decisione dei migranti di costituirsi parte civile, ora il ministro dell’Interno potrebbe trovarsi costretto a far fronte anche a un fascicolo della Corte dei Conti». Dunque, ci risiamo: Salvini accerchiato ma non immobilizzato, potrebbe ritrorvarsi ad affrontare anche la possibile offensiva dei magistrati contabili del Lazio. Secondo quanto riporta il Tempo, infatti, i giudici amministrativi del Lazio, con giurisdizione nelle materie della contabilità pubblica, avrebbero aperto un fascicolo per danno erariale in riferimento ad alcuni episodi legati alla gestione degli sbarchi da parte del Viminale. E così, come riferiscono sempre i quotidiani capitolini e milanese sopra citati, «al centro dell’esposto da cui è partito tutto, presentato da Possibile di Civati, ci sono infatti tre casi, tutti riferibili alla “battaglia dei porti chiusi” portata avanti dal leader della Lega».

L’esposto alla Corte dei Conti partito dall’ex Pd Civati

Un esposto che sarebbe stato presentato dall’ex dem, oggi esponente “possibilista”, lo scorso 23 agosto, denunciando quanto avrebbe poi in seguito trovato accoglienza e chiedendo se, «trasportare i migranti per tutto il Mediterraneo come è accaduto con la nave Aquarius, o tenerli bloccati in questa situazione (quella della Diciotti ndr), non abbia dei costi totalmente al di fuori della legge e del rispetto degli iter amministrativi»… E così, i casi da passare al setaccio contabile sarebbero addirittura 3: quello della nave Aquarius fatta scortare fino a Valencia il 17 giugno scorso, e i due episodi della Diciotti, il primo del 13 luglio, con lo sbarco della nave della Guardia costiera spostato a Trapani; e il secondo, quello arcinoto di agosto, con i migranti tenuti a bordo dell’imbarcazione per alcuni giorni al molo di Catania in attesa di una risposta dalla Ue in merito alla prevista distribuzione degli stranieri approdati come al solito in Italia.  Risposta, come noto, mai arrivata. Il costo dell’operazione – riporta il quotidiano diretto da Sallusti, si aggirerebbe intorno ai 10.000 euro al giorno e così, secondo quanto scrive il Tempo, «ora la Corte dei Conti dovrebbe delegare le indagini alla Guardia di Finanza che, forse, potrebbe bussare al Viminale per chiedere tutta la documentazione sulle decisioni prese dal Ministero dell’Interno». Ma tutto questo ambaradan quanto potrà costare invece?