E due: i migranti tunisini che hanno schivato il rimpatrio sono spariti nel nulla

Spariti anche loro, i 17 tunisini sbarcati come i 40 migranti sbarcati dalla Diciotti accolti dal Vaticano e spariti dal centro di accoglienza di Rocca di Papa. Come i tanti di cui non si hanno misteriosamente notizie in fuga da strutture del Belpaese verso destinazioni ignote e vite vissute all’insegna della clandestinità. Come quelli che svaniscono nel nulla e poi vengono temporaneamente rintracciati a Ventimiglia dove finiscono per svanire nel nulla definitivamente, anche gli immigrati che avrebbero dovuto imbarcarsi a Fiumicino e tornare in Tunisia sono tornati liberi nonostante l’obbligo di essere rimpatriati: causa un guasto all’aereo che avrebbe dovuto riportarli a casa.

Spariti nel nulla i migranti tunisini che dovevano essere rimpatriati

La vicenda ha un che di tragicomico se non fosse che affonda il coltello nella piaga di una situazione a dir poco incistata e che nella tarda mattinata di giovedì 13 settembre – quando i migranti nordafricani, scortati da alcuni agenti di polizia all’aeroporto Leonardo Da Vinci di Fiumicino, erano pronti a rimpatriare – ha raggiunto apici grotteschi. Già perché dopo i preparativi e le procedure d’imbarco sul volo maltese che avrebbe dovuto raggiungere Palermo, prima, e Hammamet, poi, un guasto all’aereo che avrebbe dovuto riportarli indietro a casa lor ha interrotto il viaggio e vanificato gli sforzi diplomatici del Viminale impiegati per convincere le autorità tunisine a riprendersi i migranti sbarcati in Sicilia giorni prima. Così  gli agenti, decisi ad evitare di incorrere nell’accusa di sequestro di persona, e costretti dalla indisponibilità di posti nei centri d’accoglienza in cui ricollocare gli ultimi arrivati, non hanno potuto far altro che rilasciare il gruppo, con tanto di ordine del Questore che li obbliga a lasciare il Belpaese entro e non oltre 7 giorni e con i loro mezzi: pena un’ammenda fino a 20mila euro che molto difficilmente verrà pagata dallo straniero irregolare beccato a trasgredire un provvedimento di cui avrà certamente già fatto carata straccia.

Un guasto all’aereo ha permesso di lasciarli a spasso in Italia. E ora…

A questo punto, gambe in spalla e una certa libertà di movimento hanno fatto il resto: e secondo quanto ipotizzato tra gli altri da il Tempo nelle scorse ore, «i tunisini rimessi in libertà grazie al guasto dell’aereo avranno già raggiunto la frontiera e magari azzardato il superamento del confine. Diversamente, invece, saranno nascosti chissà dove», a spasso per le strade delle nostre città che avrebbero dovuto abbandonare con tanto di foglio di via, pronti anche ad essere intercettati e fermati dalle forze dell’ordine, illegittimamente in giro per il Belpaese con un foglio di via o addirittura con più provvedimenti a carico: tanto uscire da situazioni come queste è facile come fuggire dai centri d’accoglienza e sconfinare a Ventimiglia…