Contrordine compagni, Martina evita il confronto: s’è offeso e non andrà ad Atreju

«Mi si nota di più se vengo e mi metto in un angolo, o mi si nota di più se non vengo proprio»? Su questo curioso dilemma si arrovellava Nanni Moretti in una delle più celebri sequenze di Ecce bombo, e su questo stesso quesito deve essersi interrogato anche il segretario del Maurizio Martina, quanto meno un po’ indeciso sul dare seguito – o meno – all’invito a partecipare alla storica manifestazione della destra italiana, Atreju,  presenza che, solo ieri, la leder di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, dava per confermata. E invece…

Martina straccia l’invito già accettato: non andrà ad Atreju

E invece, prima accetta, poi disdice, rinnegando presenza e disponibilità e sfuggendo al confronto tanto atteso: lo stesso che per 5 anni si è scapolato anche Renzi premier e numero uno del partito. Deve essere una prerogativa dei segretari dem, o almeno, così sembra: fatto sta che anche Martina declina l’invito e recita pure la parte dell’offeso: stando ai rumors in merito alla disdetta tardiva, infatti, sembra che il forfait alla 21esima edizione della kermesse della destra italiana tenuta da Fratelli d’Italia, sia dovuto la fatto di essersi impermalosito in nome e per conto del compagno Fiano, offesosi a sua volta – pare – per il manifesto apparso nella campagna social ideata dai giovani di FdI per pubblicizzare l’evento in programma dal 21 al 23 settembre all’Isola Tiberina, in cui il deputato democratico, primo firmatario della proposta di legge che porta il suo nome contro l’apologia di fascismo e nazismo, veniva ritratto ironicamente al fianco della scritta: «Quando scopri che Atreju è alla 21ma edizione e si supera il ventennio», con l’ovvio riferimento al ventennio fascista da Fiano tanto temuto e contro la cui memoria – rievocativa o celebrativa fa poca differenza – tanto pervicacemente si è speso e battuto. E così, come riporta tra gli altri in queste ore anche il sito de il Giornale, in una nota redatta di proprio pugno e sbrigativamente divulgata, il segretario del Pd stralcia l’invito precedentemente accettato e in pieno ripensamento avverte: «La decisione è stata assunta dopo aver visto l’inaccettabile campagna di comunicazione che prende di mira diversi esponenti tra cui il parlamentare del Pd, Emanuele Fiano».

Il commento di Giorgia Meloni in un post su Facebook

Contrordine compagni, insomma, e sembra che neppure una telefonata intercorsa tra il segretario del e Giorgia Meloni abbia potuto ricucire lo strappo a cui il numero uno del Nazareno si è tardivamente appellato. «Martina si conferma il degno successore di Renzi alla segreteria del Pd e ci comunica che non verrà più ad Atreju», commenta allora la leader di FdI, aggiungendo come, a lei come allo staff e agli ospiti di Atreju, dispiaccia davvero constatare come un partito che, in passato, non aveva nessun problema a partecipare alla nostra manifestazione con uomini come Veltroni o Violante oggi sappia soltanto scappare dal confronto». Una reazione, quella della Meloni, affidata a un post su Facebook in cui la presidente di Fratelli d’Italia aggiunge pure: «La motivazione del forfait di Martina, legata ad una campagna social talmente irriverente da non risparmiare nemmeno la sottoscritta, è così ridicola da rendere palese il terrore a confrontarsi sui temi del dibattito al quale era stato invitato: le infrastrutture, le concessioni autostradali e i tanti regali fatti in questi anni alla società dei Benetton. Qualora Martina voglia ravvedersi, sappia comunque che venerdì 21 settembre, alle ore 18.30, sul palco di Atreju ci sarà la sua sedia per accoglierlo», conclude la Meloni, allegando al post una foto della sedia riservata al segretario dem…