Chi è Asselborn, il ministro anti-Salvini che voleva cacciare l’Ungheria dall’Ue

Una vecchia conoscenza, Jean Asselborn, il ministro degli Esteri lussemburghese che a Vienna ha provocato, interrotto e insultato gli italiani e  Matteo Salvini: è il decano dei capi delle diplomazie dell’Unione Europea, un “vecchio” socialista che due anni fa chiese l’espulsione dell’Ungheria dall’Ue. Sessantanove anni, pro-migranti, pro accoglienza, membro del Partito operaio socialista lussemburghese (Lsap), guida il ministero degli Esteri dal 31 luglio del 2004. La sua carriera professionale inizia nel 1967 come operaio nel laboratorio della società Uniroyal di Steinfort, periodo in cui si impegna attivamente nel sindacato, mentre già l’anno successivo diventa funzionario dell’amministrazione comunale di Lussemburgo. La scena del litigio con Salvini, l’insulto e le parole sprezzanti contro gli italiani, sono state veramente indigeste. Le sue crociate contro il diritto dei popoli a proteggere i confini è ben nota.

Jean Asselborn, tornato l’anno dopo a Steinfort, sua città natale, nel 1976 diventa amministratore dell’Ospedale intercomunale e poi, dal 1982 al 2004, sindaco. Viene eletto per la prima volta nel 1984 alla Camera dei deputati, dove mantiene un seggio per i venti anni successivi e dal 1997 al 2004 è presidente del suo partito. A luglio del 2004 entra al governo come vice premier e ministro degli Esteri. Nel settembre di due anni fa, in piena crisi migratoria, propose di espellere l’Ungheria dall’Ue a causa delle sue politiche di chiusura dei confini. Ecco quello che dicedva: l’Ungheria fuori dall’Ue, secondo quanto sostenuto all’epoca da Asselborn, è «l’unico modo per preservare la coesione e i valori dell’Unione Europea». Un nemico giurato del diritto dei popoli a scegliere il proprio destino.