Bannon: “Non siamo criceti nella ruota, abbattiamo l’establishment”

Alla fine è arrivato: puntualissimo, anzi, con qualche minuto di anticipo, l’ospite più atteso alla kermesse di Fratelli d’Italia Atreju. Steve Bannon, il guru populista o sovranista o come più vi piace, l’ex spin doctor di Donald Trump e vero artefice del suo trionfo elettorale, accompagnato dalla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, è salito sul palco di Atreju per essere intervistato dal collega Alessandro Giuli, editorialista di diversi quotidiani nazionali. Steve Bannon, ex ufficiale della Us Navy e autore di molti libri di successo, politico, giornalista ma anche produttore e regista cinematografico, ha illustrato brevemente il suo programma, le sue intenzioni, la sua strategia, impegno al quale ha dedicato gli ultimi dieci anni, fino alla fondazione di The Movement. Bannon in realtà ha detto quello che molti italiani e molti europei stanno capendo in questi anni: che esiste un’élite culturale finanziaria, il partito di Davos, l’establishment mondiale, appoggiata dai media, che governa da anni questo pianeta, e che ci odia: “Odia tutti quelli come voi, quelli che portano avanti valori tradizionali, e farà di tutto per fermarvi, perché è anche molto abile e intelligente”.

Bannon fa una vera chiamata alle armi

Quella di Steve Bannon è una autentica chiamata alle armi: solo un’alleanza tra partiti populisti e sovranisti potrà salvare i popoli europei dalla crisi valutaria prossima ventura che il sistema finanziario di cui dicevamo prima sta già preparando per distruggerci. Bannon ha poi citato i casi della Brexit, dove il popolo ha votato contro l’élite di Bruxelles, la stessa elezione di Donald Trump, portato alla Casa Bianca dall’America profonda, che lavora, e non dai radical-chic di Manhattan o di Los Angeles. Per questo Bannon ha fondato The Movement, l’associazione libera tra persone e popoli che vogliono essere liberi una volta per tutte dall’élite che ci sta strangolando da decenni e che sta strangolando i cosiddetti millennials, che non possono formarsi una famiglia e che non potrenno farlo mai, a meno che i cittadini non si riprendano la loro sovranità. Bannon ha ben individuato e descritto le strategie dell’establishment, che per anni ci ha terrorizzati dicendo che se non si agisce in un certo modo e se non si vota in un certo modo, le cose andranno malissimo e si andrà verso la distruzione totale. Il caso più eclatante è quello della Brexit: in campagna elettorale i media asserviti al potere, quindi quasi tutti, hanno terrorizzato gli elettori paventando crisi terribili qualora il Regno Unito avesse votato leave. Ma nulla di quanto profetizzato dai media si è realizzato: oggi l’economia del Regno va invece molto meglio, e le catastrofi annunciate non si sono verificate. I media hanno sempre mentito al popolo, fornendo sempre una rappresentazione falsa della realtà. Ricordate – ha detto Bannon – quando raccontavano che con Trump presidente l’economia americana sarebbe crollata? Ebbene, oggi va più bene che mai. Bannon ha usato più volte l’efficace immagine del criceto che corre nella ruota, e i popoli sono stanchi di correre a vuoto ma vogliono prendere in mano il loro destino.

Bannon: Fratelli d’Italia deve andare al governo

Nell’intervista, Giuli ha detto a Bannon che ha di fronte a sé una platea di autentici patrioti, che stanno custodendo e alimentando la fiamma sovranista da oltre mezzo secolo. Giuli ha chiesto quindi a Bannon perché l’Italia dovrebbe fidarsi oggi di Trump. Bannon ha risposto che Trump è riuscito ad arrivare alla Casa BIanca sconfiggendo i Clinton, i democratici, i media, semplicemente perché ha detto la verita, arrivando al cuore della working class esattamente come fa qui Fratelli d’Italia. “Trump – ha detto ancora Bannon – è quello dell’America first, voi dovete essere quelli dell’Italy first, anzi, già lo siete”. Bannon ha poi parlato con Giuli delle prospettive europee e mondiali, soprattutto in prospettiva e in attesa delle prossime elezioni europee, nelle quali si spera che le forze populista si affermerenno sulle burocrazie di Bruxelles. Bannon si è augurato che i patrioti come Fratelli d’Italia – e come Trump – trionferanno e diverranno la nuova élite popolare che restituirà l’Europa agli europei. Bannon, sollecitato da Giuli, ha poi parlato della Guerra Fredda e della Russia di Vladimir Putin, ha ricordato le gravissime responsabilità americane nell’invasione dell’Iraq e della sostanziale distruzione attuale del Medio oriente a opera di un certo Occidente. Bannon ha poi ribadito più volte di essere davvero onorato di essere stato invitato da Fratelli d’Italia, che vedrebbe volentieri al governo di questo Paese, perché incarna il concetto di società tradizionale nella quale crediamo tutti. “Se dovessi scegliere tra l’élite di Davos e i primi cento esponenti di Fratelli d’Italia che oggi sono qui, non avrei dubbi”. Bella la citazione di Bannon, un omaggio a Roma, sui Gracchi, che lui considera degli autentici rivoluzionari che si sono sacrificati per le loro idee. Bannon ha concluso il suo intervento dicendosi certo che Fratelli d’Italia e la Lega riusciranno ad avere una grande affermazione alle prossime europee, merito del coraggio e dell’onestà di questi partiti.

Al termine dell’intervento, Giorgia Meloni ha annunciato ufficialmente che chiederà alla direzione di Fratelli d’Italia di aderire ufficialmente a The Movement di Steve Bannon.