Aquarius, iscrizione revocata da Panama. E le Ong se la prendono con Salvini

Ancora tensioni tra l’Italia e l’ong Msf che gestisce le operazioni in mare della Aquarius. Sos Méditerranée e Medici Senza Frontiere (Msf) attaccano il governo italiano e in particolar modo il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Le due organizzazioni si dicono sconvolte dall’annuncio da parte dell’Autorità marittima di Panama di essere stata «costretta a revocare l’iscrizione dell’Aquarius dal proprio registro navale sotto l’evidente pressione economica e politica delle autorità italiane. Questo provvedimento condanna centinaia di uomini, donne e bambini, che sono alla disperata ricerca di sicurezza – denunciano le Ong in un comunicato congiunto – ad annegare in mare e infligge un duro colpo alla missione umanitaria dell’Aquarius, unica nave gestita da una Ong rimasta per la ricerca e il soccorso nel Mediterraneo centrale».

Entrambe le organizzazioni chiedono dunque ai governi europei di consentire all’Aquarius di continuare la sua missione, facendo sapere alle autorità panamensi che «le minacce del governo italiano sono infondate o garantendo immediatamente una nuova bandiera per poter continuare a navigare».

Ma Salvini ha già mandato un messaggio chiaro: «Nelle ultime ore i trafficanti hanno ripreso a lavorare, riempiendo barchini e approfittando della collaborazione di qualche Ong. Tra queste c’è Aquarius 2, che poco fa ha recuperato 50 persone al largo di Zuara. Altri due gommoni, con a bordo 100 immigrati ciascuno, sarebbero in navigazione. Pensare che, dopo il caso Diciotti, le partenze dalla Libia si erano azzerate! Aquarius 2 ha intralciato il lavoro della guardia costiera libica, ignorando le indicazioni. Denuncerò per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina chi aiuta gli scafisti».