Ancora violenze in carcere, agente aggredito. Il Sappe: «Vogliamo il taser»

Non si fermano le aggressioni al personale di polizia penitenziaria sul territorio nazionale. Ieri, nella Casa Circondariale ”Ernesto Mari” di Trieste, verso mezzogiorno, un detenuto di nazionalità italiana, pluripregiudicato per rapine aggravate, lesioni personali aggravate, oltraggio al pubblico ufficiale, estorsione ha aggredito un assistente capo di polizia penitenziaria e offeso l’educatrice. A dare la notizia è il segretario regionale per il Friuli Venezia Giulia del Sappe (Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria) Giovanni Altomare: «Il detenuto, difatti, durante il colloquio con l’educatrice dell’Istituto ha inveito verbalmente e con toni accesi contro l’operatrice dell’area pedagogica, poi è passto alle pesanti ingiurie e a epiteti irripetibili.  All’invito dell’operatore di polizia a lasciare la stanza – continua Altomare – il detenuto, inizialmente si è scagliato contro l’assistente capo afferrandolo per il collo per poi prenderlo anche a calci fino a quando non è stato bloccato da altro personale intervenuto. L’agente è stato condotto al pronto soccorso e al momento si sconosce la prognosi».

Carcere, la denuncia del Sappe

«Ormai – conclude il sindacalista – atteggiamenti di sfida, ingiurie, minacce, danneggiamenti di celle, aggressioni al personale penitenziario e non solo, sono sempre più crescenti nell’Istituto triestino». Il segretario generale del Sappe Donato Capece, che esprime solidarietà e ha parole di apprezzamento i poliziotti penitenziari in servizio a Trieste, afferma : «Ogni giorno giungono notizie di aggressioni a donne e uomini del Corpo in servizio negli Istituti penitenziari del Paese, sempre più contusi, feriti, umiliati e vittime di violenze da parte di una parte di popolazione detenuta che non ha alcuna remora a scagliarsi contro chi in carcere rappresenta lo Stato. È mai possibile che nessuno, al ministero della Giustizia e ai Dipartimenti dell’Amministrazione Penitenziaria e della Giustizia minorile e di comunità – rimarca Capece – abbia pensato di introdurre anche per la Polizia Penitenziaria ed i suoi appartenenti, per fronteggiare ed impedire aggressioni fisiche e selvagge, strumenti come quelli in uso a polizia di Stato e carabinieri, ossia pistola ”taser” e spray al peperoncino?. Per chiedere più attenzione e rispetto verso gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria il Sappe – annuncia Capece – manifesterà nei prossimi giorni davanti alle principali carceri italiane ed al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di Roma».