Un’altra protesta dei migranti: «Non vogliamo parlare con operatrici donne»

Nei giorni scorsi alcuni migranti si erano rifiutati di interloquire con delle operatrici in quanto donne al centro per l’impiego di Monfalcone, vicino Gorizia. Ma in Regione Friuli Venezia Giulia certi atteggiamenti non sono più tollerati ed ecco che su iniziativa dell’assessore al Lavoro Alessia Rosolen della giunta Fedriga è stato affisso un cartello esemplare: «Qui vige la regola universale e inderogabile dell’educazione e del rispetto reciproco. La disponibilità e la professionalità degli operatori sono requisiti indispensabili, è parimenti doveroso che tutti i cittadini si comportino in modo civile e rispettoso». L’assessore è molto chiara e anche esasperata per l’aggressione subita al centro di San Daniele (Udine) da un’operatrice nei giorni scorsi da parte di alcuni migranti. Basta subire o giustificare. «Se qualche retaggio culturale induce una persona a oltraggiare le donne, o a comportarsi in modo maleducato con gli operatori, ci sono due possibilità: o cambia abitudini, o cambia Paese. Qui la sopraffazione non è ammessa», ha dichiarato al Giornale. Parole da incorniciare.

Il cartello è stato appeso all’ingresso del centro. Il testo riprende l’articolo 3 della Costituzione italiana («tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali») scritto in diverse lingue: italiano, sloveno, tedesco e inglese, oltre che in friluano. La Regione ha annunciato che lo stesso cartello verrà affisso in tutti i centri per l’impiego del territorio. L’aria è cambiata.