Un sondaggio toglie il sonno ai Vescovi: Salvini piace sempre di più agli elettori cattolici

Da una parte l’offensiva mediatica dei Vescovi italiani, che hanno schierato i loro media contro Salvini e le politiche sull’immigrazione. Dall’altra la dura verità, un dato che nelle parrocchie è ben noto senza bisogno di interpellare gli esperti. Si chiama Matteo Salvini il politico italiano prefererito dai cattolici italiani. Un dato che emerge da un’inchiesta del sito in lingua inglese Politico.eu, che ha interpellato alcuni autorevoli sondaggisti. Il leader della Lega ha una linea politica molto apprezzata dai fedeli italiani.

Uno smacco per “Famiglia Cristiana” e “Avvenire”

Un sondaggio che toglie il sonno ai Vescovi italiani, che si sono schierati esplicitamente contro il Carroccio e contro il governo gialloverde. È passata come acqua fresca la copertina di Famiglia Cristiana “Vade retro Salvini”. Anzi, ha paradossalmente rafforzato le simpatie dei cattolici verso il ministro dell’Interno. E non è stata produttiva neanche la campagna che il quotidiano Avvenire, testata ufficiale della Cei, sta dedicando da mesi alle politiche migratorie con Salvini e la destra dipinti come Belzebù. Ma proviamo a vedere in particolare che cosa hanno detto i sondaggisti interpellati da Politico.eu.

La linea dei Vescovi non è seguita dalla base cattolica

Luca Comodo, direttore dell’istituto di sondaggi Ipsos, ha spiegato che «in questo momento c’ è un’ evidente distanza tra una parte importante dell’ opinione cattolica e la gerarchia della Chiesa». Tra i fedeli che vanno a messa almeno una volta alla settimana, pari a circa un terzo degli italiani, secondo Ipsos il sostegno per Salvini è raddoppiato, dal 15,7% di marzo al 31,8% di luglio. Politico.eu cita quindi la ricerca di Ilvo Diamanti (Demos) dedicata al sorprendente calo di popolarità di Papa Francesco: all’inizio del pontificato piaceva al 91% degli italiani che entrano saltuariamente in chiesa e al 96% del praticanti assidui; da allora quelle percentuali si sono ridotte, rispettivamente, di 18 e 10 punti. E il motivo, avverte Diamanti, sono proprio le prediche di Bergoglio in materia di accoglienza. Tutto questo senza tenere conto del recente annuncio del ministro dell’Interno di eliminare la dicitura “genitore 1” e “genitore 2” dalla carta d’identità dei minori per ripristinare quella di “papà” e “mamma”. Un’altra scelta che piacerà nelle parrocchie e tra i fedeli, sempre più distanti dai Palazzi d’Oltretevere.