Un nuovo progetto culturale per ripensare il colonialismo italiano

Riceviamo da Alberto Alpozzi e volentieri pubblichiamo
Egregio direttore, appoggiato da “L’Italia Coloniale” è nato il nuovo progetto di ricerca storica e diffusione di documenti “L’altra faccia del colonialismo italiano”. Una nuova pagina Facebook – visitala QUI – per completare il quadro storico riguardante la storia coloniale italiana. Per decenni la storiografia ufficiale ha posto in luce solamente aspetti negativi facendo una cronaca quasi ossessiva di orrori ed errori. Non è mai stata compiuta una seria riflessione contestualizzata e storicizzata ignorando, quando non nascondendo tutti quei valori e modelli positivi che caratterizzarono il fenomeno coloniale italiano che, non dimentichiamo, permeò l’Europa intera e non solamente l’Italia, per quasi 100 anni. Oggi in Italia pare ancora impossibile parlare di colonialismo se si escludono le repressioni in Libia (1931) , l’utilizzo dei gas durante la guerra d’Etiopia (1935-36) o l’eccidio del monastero di Debra Libanos (1937). Ci hanno fatto credere che un fenomeno nato già nel 1858 con Camillo Benso Conte di Cavour e terminato nel 1941, o se vogliamo nel 1960 con l’Afis, Amministrazione Fiduciaria Italiana della Somalia, durato quindi 100 anni sia riassumibile in soli 5-6 anni esponendo solo tre episodi. Il nuovo progetto di approfondimento storico non farà né revisionismo né riscriverà la storia. L’altra faccia del colonialismo italiano colmerà alcune lacune senza mai mettere in discussione eventi e fatti storici noti, già ampiamente pubblicati e dibattuti, per fornire così una visione a 360° della storia coloniale italiana al netto delle pubblicazioni già presenti. Dunque non verranno affrontati temi come le guerre, gli eccidi o l’utilizzo di gas. Non vi sarà un approccio ideologico ma solamente storico dunque la visione anti-colonialista e anti-fascista non troverà argomenti così come la nostalgia o l’agiografia non saranno presenti. Il nuovo progetto è aperto al dialogo, ai suggerimenti e allo scambio di informazioni senza alcun fine politico o ideologico, per questo non verranno tollerati coloro che interverranno in maniera partigiana con il solo fine di demonizzare un periodo storico con il pregiudizio del pensiero unico. Dalla fine della seconda guerra mondiale la coscienza critica delle persone è stata azzerata attraverso la semplicistica divisione del mondo in oppressi e oppressori, vincitori e vinti, destra e sinistra. Questo nuovo lavoro vuole azzerare queste divisioni frutto di posizioni ideologiche che non hanno costruito nulla, anzi hanno tentato di destrutturare tutti quelle opere che potrebbero mostrare un’altra faccia del colonialismo poiché l’attuale volto tramandato è estraneo alla maggior parte degli italiani che vissero e lavorarono in Africa per quasi un secolo.