Turchia in bancarotta: “Ma abbiamo Allah”. E la sinistra li vuole in Europa…

Turchia in bancarotta. È l’ennesima conseguenza della politica estremista e guerrafondaia del dittatore Erdogan, che ha invaso in armi uno Stato sovrano senza che Onu e Ue dicessero nulla. Ora la lira turca crolla, precipita al minimo storico nei confronti del dollaro e, nel mezzo delle tensioni con gli Stati Uniti, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è stato costretto a intervenire per rassicurare il Paese. Da inizio anno la lira turca ha perso più del 43% del suo valore sul dollaro e stamani è arrivata a scambiare fino a 6,21 sul biglietto verde e 7,1 sull’euro.  La Turchia “non uscirà sconfitta dalla guerra economica”. Ne è convinto il presidente turco. Il popolo deve “ignorare le campagne portate avanti contro la Turchia”, ha ripetuto stamani Erdogan, citato dal portale del giornale Hurriyet. Il presidente ha parlato con i giornalisti a Bayburt, nel nord del Paese, dopo la preghiera del venerdì. “Non dimenticate questo: se loro hanno i dollari, noi abbiamo la nostra gente, il nostro Dio”, aveva detto ieri sera Erdogan da Rize. In giornata è previsto un annuncio del ministro delle Finanze e genero del presidente, Berat Albayrak, che dovrebbe rivelare i piani per una “nuova economia” nel tentativo di rassicurare gli investitori. Intanto il leader turco è tornato a denunciare “le varie campagne” portate avanti contro la Turchia e ha ribadito: “Non dategli credito”. “Oggi stiamo meglio di ieri e domani staremo ancora meglio – ha promesso – Non ho dubbi su questo”. “Noi lavoriamo sodo”, ha aggiunto. Nelle ultime ore è tornata ad Ankara la delegazione guidata dal neo vice ministro degli Esteri, Sedat Onal, che era in missione a Washington dopo le ultime tensioni esplose con la decisione degli Stati Uniti di imporre sanzioni contro i ministri turchi di Giustizia e Interni in relazione al mancato rilascio del pastore americano Andrew Brunson, arrestato in Turchia nel 2016 con l’accusa di terrorismo e spionaggio e ora agli arresti domiciliari. I colloqui a Washington con il vice segretario di Stato John Sullivan sembrano non aver dato risultati. Nessun dettaglio sui negoziati tra i due Paesi alleati Nato è stato fatto trapelare dai media turchi. Albayrak ha definito “inaccettabili” le sanzioni americane e ha sostenuto che hanno un “impatto limitato” sull’economia turca. E nonostante questo, c’è ancora chi vorrebbe che la Turchia entrasse nell’Unione europea.