Stupra e uccide la bambina del suo padrone di casa: tassista a processo

Ha cercato di depistare in ogni modo gli investigatori il tassista indiano di 32 anni che ha stuprato e uccisa la figlia di 6 anni del suo padrone di casa. Un caso che ha lasciato sgomenta l’opinione pubblica internazinale. Deepak Thakur, un tassista 32enne, è ora a processo in India per l’omicidio compiuto il 2 agosto scorso. In un primo momento, la piccola, figlia del padrone di casa di Deepak, risultava scomparsa. Le indagini sono proseguita senza sosta fino a quando il corpo della bimba è stato ritrovato in un sacco in una zona nascosta della casa dello zio, adiacente a quella di famiglia. Il tassista ha infatti cercato di depistare gli inquirenti e far ricadere la colpa su un parente della vittima. «La piccola veniva spesso a casa mia e giocava con il mio figlio di un anno – ha detto l’arrestato in una confessione dai contorni deliranti – Le piaceva mangiare da noi ed era come una figlia per me. Mia moglie l’amava come non mai. Dopo quello che è successo mia moglie non mi ha più parlato e nessuno della nostra famiglia ha più voluto avere contatti con me». L’imputato ha dichiarato che non aveva mai avuto intenzioni malvagie nei confronti della bambina. La notte del delitto, l’uomo stava guardando un video pornografico ed era ubriaco quando la bambina è venuta a casa. A quel punto è scattato il raptus e la piccola è stata orribilmente abusata e uccisa. 

In India chi stupra le bambine rischia la pena di morte

Nel maggio scorso il governo indiano ha deciso di imporre la pena capitale ai condannati per stupro di bambine sotto i 12 anni di età: la misura, che passerà ora all’esame del presidente della Repubblica Ram Nath Kovind, dovrà anche essere approvata dal Congresso entro sei mesi prima di diventare legge. La decisione del governo segue la protesta popolare dopo lo stupro e l’uccisione di una bimba di 8 anni nello Stato di Jammu-Kashmir ed il presunto stupro di una bambina da parte di un parlamentare del Partito al potere nell’Uttar Pradesh.