Il selfie di Salvini non assolve la sinistra ricoperta di fischi a Genova

Funerali ridotti a spettacolo. Purtroppo è andata così al di là dei momenti di intensa commozione che pure ci sono stati: l’omelia del cardinal Bagnasco, la lettura dei nomi delle vittime del crollo del ponte Morandi, le parole dell’imam su Genova che in arabo vuol dire “la bella”. Poi quell’ovazione che ha accolto Matteo Salvini e Luigi Di Maio ha cambiato il carattere della cerimonia, trasformatasi nei commenti sui social e in quelli oggi sui giornali in una occasione, sia pur tristissima, per verificare la popolarità del governo in carica e l’impopolarità dell’opposizione. Inutile, come alcuni hanno fatto, parlare di contestazioni organizzate a Martina e Pinotti. Se non lo si può provare, meglio tacere e risparmiarsi una brutta figura.

E allora come reagire a quell’indignazione che accoglie i rappresentanti del Pd ovunque essi mettano piede? La contromossa è stata trovata qualche ora dopo: uno scatto che ritrae Matteo Salvini mentre si concede ad un selfie con una ragazza a funerali terminati e mentre si intrattiene con la gente a stringere mani e a salutare. La foto viene postata su Twitter dal rapper Francesco di Gesù (nome d’arte Frankie hi-nrg mc) e subito il Pd ne fa un manifesto anti-Salvini per esorcizzare quei fischi, per non pensare alle ovazioni tributate al “nemico” gialloverde. Al Pd si accodano ovviamente tutti gli antifascisti da tastiera.

Quello scatto appare liberatorio: ecco, Salvini senza contegno e ritegno. Ecco, Salvini che fa il divo durante un funerale. Ecco, Salvini che pensa agli applausi e non alle vittime. In pratica è l’occasione voluta e cercata e trovata per evitare ancora una volta ogni forma di autocritica. Ma è vero quello scatto? Per un po’ circola la tesi che possa trattarsi di un fotomontaggio finché lo stesso Francesco di Gesù non pubblica un video che mostra Matteo Salvini e il suo incontro con la ragazza del selfie.

 

Nella serata di sabato, da Marina di Pietrasanta, nell’ambito del Caffè della Versiliana, il ministro dell’Interno Salvini ha replicato: «C’è un rapper cretino che fa polemica perché dice che con alcune persone ho fatto una foto quando oggi ero a Genova. Questa è l’estate in cui l’opposizione la fanno i rapper ed i cantanti. Sono orgoglioso di tutti gli abbracci che ho ricevuto anche oggi a Genova e a questi poveretti non rispondo neanche».

Ma il punto, al di là della evidente inopportunità di fare selfie in una occasione di quel genere, è un altro. Può bastare quella foto ad annullare la vagonata di fischi rimediati, ad allontanare una seria riflessione su quanto avvenuto? La risposta è no. Lo smacco di Genova è talmente evidente, plateale e sotto gli occhi di tutti che non può bastare un selfie a liberare il Pd dalle sue ossessioni. E’evidente che il modo di fare opposizione che il Pd ha scelto è del tutto controproducente. Avvertimenti arrivano da sinistra e da destra. Il giornalista del Manifesto Andrea Colombo dinanzi alla compatta difesa da parte della sinistra della famiglia Benetton ha sentenziato: vi state rincoglionendo. Da destra Pietrangelo Buttafuoco è stato più analitico: di solito, ha scritto, è l’opposizione che si scaglia contro i poteri forti, qui invece abbiamo visto un governo accusare in modo inedito i potenti. Il popolo si compiace e applaude perché è ignorante e disinformato? Sono scuse. A volte, anzi spesso, applaude perché intuisce che cosa è giusto e che cosa è sbagliato. Il Pd avrebbe potuto utilizzare l’umiliazione di Genova per cambiare passo, invece si sono gettati con esultanza su un misero selfie che non dimostra nulla. Contenti loro… un’ondata di fischi li seppellirà.