Scomparsa a Milano Velia Mirri, ausiliaria della Rsi. Non rinnegò mai

È scomparsa ieri a Milano Velia Mirri, volontaria del Saf, il Servizio ausiliario femminile della Repubblica Sociale Italiana. L’ausiliaria aveva passato il traguardo dei 90 anni, ma aveva sempre conservato intatti gli ideali e la fede della sua giovinezza. Per tutta la vita infatti si era costantemente tenuta in contatto con i suoi camerati di un tempo, partecipando attivamente alle varie iniziative dei combattenti della Rsi, testimoniando anche con la presenza e con gli interventi i valori che la spinsero giovanissima ad aderire alla Rsi, partecipando alle cerimonie presso la “Piccola Caprera” e dando la sua presenza annuale a Militalia dello stand curato dall’Associazione Memento e Acsaf, associazione di cui era tra i fondatori e che ha permesso nel dopoguerra di tramandare l’eroica epopea delle Ausiliarie. Come testimonia anche il fatto che la manutenzione dei sepolcri di Campo X è stata costantemente assicurata, dal dopoguerra ai nostri giorni, grazie all’impegno di alcune Ausiliarie superstiti, e in particolare di Maria Luisa Gambini e dalla stessa Velia Mirri, unitamente a quello di alcuni giovani collaboratori. Velia Mirri ha anche scritto prefazioni e interventi su libri storici, rievocando le sue esperienze. È stata inoltre più volte citata in memoriali varie sui libri di Giampaolo Pansa. In un suo scritto, la Mirri tende a precisare che la sue esperienza fu da vero e proprio militare, e non da militarizzata come accadeva in altre nazioni. Tanto è vero, scrive la Mirri, che dopo la guerra le 300 ausiliarie prese prigioniere, ossia quelle che scamparono agli stupri, alle torture, alle sevizie e alla morte a opera dei partigiani rossi, erano considerate a tutti gli effetti prisoner of war, proprio come i soldati fascisti detenuti a Coltano. Originaria di Voghera, nel Pavese, Velia Mirri partecipò giovanissima ai corsi dell’Opera Balilla a Milano. La Mirri, presa prigioniera il 28 aprile 1945 dai partigiani di Moscatelli a Novara, fu detenuta in uno di questi campi, quello di Scandicci, presso Firenze, e di quel periodo tenne una specie di diario scritto con mezzi di fortuna. Fu rilasciata solo a fine anno perché gli americani non avevano esperienza di donne-soldato e quindi le trattarono come i soldati prigionieri. Le esequie dell’ausiliaria Velia Mirri, comunica l’Associazione memento, si terranno nella giornata di domani a Milano alle ore 9 presso la Cappella del Redentore via Palestrina 7.

Concludiamo questo non esauriente ricordo con una lettera scritta dalla Mirri alla sua famiglia dal campo di concentramento per prigionieri di guerra di Napoli. “Carissimi, spero che vi siano giunte le mie prime due lettere che vi ho inviato non appena possibile. Vorrei che foste tranquilli sul mio conto, mentre io non so più nulla di voi, se siete ancora a Voghera, se non sia successo nulla. Vorrei scrivere alla nonna e alla zia Tina, ma chissò se pure loro siano sempre nel medesimo luogo. Nessuno ha saputo darmi notizie dello zio Remo, probabilmente sarà anche lui prigioniero. Vi ripeto che io sto bene e che stiate tranquilli. Sono sempre con le mie compagne e con la mia comandante, sempre unite nella stessa fede che ci aiuta a sopportare la prigionia con coraggio e buonumore. Sono tranquilla sul mio conto perché so di avere compiuto sino all’ultimo il mio dovere di italiana. Prega che presto tutti i nostri soldati che hanno subito come noi la nostra sorte, possano tornare alle loro case, e prega pure tanto per la nostra Italia. Mamma, abbi fede che un giorno potremo riabbracciarci. Puoi scrivere quando vuoi all’indirizzo che ti mando. Salutami tutti e le mie compagne di scuola, dì che mi scrivano. Un grosso bacio a te, babbo e Robertino. Ciao Velia”