Salvini: «I francesi? Non dimenticate Gheddafi…». E sul selfie: «Cavolate»

«I francesi continuano a intromettersi per interessi economici nazionali e per semplice egoismo. Hanno fatto disastri ai tempi di Gheddafi e stanno provando adesso con Macron a portare avanti la stessa linea, fissando date delle elezioni senza coinvolgere nessuno». Lo dice il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in un’intervista a Il Giornale, a proposito della situazione in Libia. «Noi -aggiunge- ci stiamo affidando all’Onu, l’incontro con Trump è affidato all’Italia. Vogliamo accompagnare i libici che però devono essere gli unici che devono decidere su come e quando votare. Dire in un Paese ancora diviso e bombardato si vota il 10 dicembre è una cosa grave, pericolosa, da arroganti colonialisti quali i ministri francesi son rimasti».

Soros. Se Steve Bannon vuole creare una fondazione anti-Soros «mi iscrivo, anzi, sono uno dei promotori perché penso che Soros sia una persona assolutamente negativa e che sta finanziando con centinaia di milioni di euro la dissoluzione della civiltà occidentale. Per cui- afferma Salvini – rido quando la stampa italiana cerca gli hacker o i finanziatori russi. Qua c’è gente che alla luce del sole finanzia l’immigrazione di massa e la cancellazione delle nostre tradizioni, quindi non escludo come ministro che proporrò al governo di intervenire in questo senso, rispettando libertà e diritti. Se uno pensa di venire in casa mia dettando legge e cancellando la mia cultura – aggiunge – ha sbagliato a capire. Non prenderei neanche un caffè con quel personaggio lì che, invece, so che altri hanno incontrato e osannato».

Il rapporto con M5S. «Noi e i Cinquestelle? Veniamo da storie diverse e obiettivi diversi- specifica Salvini – però in questi mesi sono soddisfatto dei risultati raggiunti. Con Toninelli in particolare lavoro bene e in sintonia. Poi il banco di prova sarà la manovra economica, con l’appuntamento su tasse, fisco, eccetera».

Il Ponte di Genova. «La revoca”della concessione ad Autostrade non arriverà in 15 giorni, perché giustamente, essendo un Paese civile, ci sarà spazio per la controparte per spiegare cosa ha fatto, cosa non ha fatto, per giustificarsi e quindi durerà alcune settimane questo percorso. Durante queste settimane valuteremo cosa è meglio per gli italiani», dice Salvini, stavolta ospite di Agorà estate su Raitre.

La vicenda del selfie. «Non mi colpisce la polemica strumentale di alcuni politici, mi colpisce il basso livello di una certa parte del giornalismo italiano che non rappresenta il bello del Paese. E il bello del Paese è che, nonostante la strage, c’è gente che già il giorno dopo mi diceva, Salvini fateci ripartire. Quindi non leggo quelle cavolate che appassionano qualche giornalista, ma ormai hanno smesso di appassionare gli italiani. Se alla fine di una funzione di due ore – sottolinea Salvini, sempre rispondendo alla conduttrice di Agorà estate – una ragazza, che per quello che posso sapere io può essere una parente, una figlia, una sorella, una nipote di uno dei morti, dei feriti, degli sfollati mi chiede: ministro, per cortesia, posso farle una foto? Lei l’avrebbe allontanata in malo modo o in maniera composta le avrebbe dedicato due secondi, visto che magari in quella strage aveva perso un pezzo di vita, rispondendo educatamente alla richiesta che le veniva fatta?».