Chi è il pm Patronaggio, l’eroe della sinistra che ha indagato Salvini come voleva Saviano

Tre giorni fa il pm Luigi Patronaggio, arrivato per un’ispezione a bordo della nave Diciotti, assicurava al giornalista del Corriere, Felice Cavallaro, che da parte sua non c’era alcuna volontà di interferire con la politica o di mettersi contro il governo. Per fare l’ispezione, assicurava inoltre, era necessario aprire un fascicolo, ma contro ignoti. Tre giorni dopo ha individuato il sequestratore di migranti: il ministro Matteo Salvini.

Ma c’è di più: impossibile non notare la coincidenza tra l’azione della Procura di Agrigento e quanto aveva scritto su Twitter Roberto Saviano, quello che chiama Salvini “ministro della mala vita”: “La Diciotti rappresenta un caso gravissimo e illegale di sequestro di persona plurimo di Stato”. Una sentenza netta da parte di Saviano che è poi diventata un tormentono per l’intera sinistra.

Luigi Patronaggio, 60 anni ben portati, i potenti non li vede di buon occhio: nell’indagine su Girgenti Acque ha mirato dritto a un gruppo di potere di cui faceva parte anche il padre dell’ex ministro degli Interni Alfano. E’ stato uno degli accusatori di Marcello dell’Utri e ancora del generale Mori, poi condannato nel processo sulla trattativa Stato-mafia. E’ stato sostituto procuratore a Palermo, da cui chiese il trasferimento nel 1996 smentendo frizioni con il procuratore capo Giancarlo Caselli: era stato minacciato per avere indagato gli assassini di padre Puglisi.

Le sue idee sui migranti non le nasconde: scappano da guerra e fame e la Sicilia deve fare la sua parte in quanto storicamente terra di accoglienza. Eppure sempre lui, nel settembre dell’anno scorso, definiva pericolosi gli sbarchi fantasma che si susseguivano sulle coste dell’agrigentino, paventando possibili collegamenti tra i migranti e l’Isis. Dopo l’ispezione a bordo della Diciotti, Patronaggio aveva parlato di situazione devastante. Un’idea che non combaciava con quella del comandante della Diciotti, Massimo Kothmeir, il quale al giornalista Adriano Scianca raccontava tutta un’altra verità: situazione sotto controllo e nessuna emergenza sanitaria.