Lite furiosa Di Maio-Renzi: “Pd pagato da Benetton”, “Bugiardo, sciacallo”

Grillini e post comunisti hanno già litigato altre volte, ma questa è veramente spettacolare. Il vicepremier Luigi Di Maio ha accusato il Pd e Renzi di  favorire Autostrade per la gestione della rete stradale e in cambio di finanziamenti, e il Pd ha reagito duramente negando tutte le circostanze. Ha iniziato Di Maio infuriandosi con Autostrade: “Mentre stiamo cercando ancora di accertare il numero delle vittime, lo stato di salute dei feriti, lo stato delle aziende, del viadotto ancora in piedi, Autostrade ci dice che gli spettano i proventi del contratto che gli taglieremo. E questo è ancora più vergognoso, perché una parola per le vittime la potevano dire in questa giornata, piuttosto che pensare ancora una volta ai profitti e ancora una volta ai numeri in Borsa, che stiamo vedendo, in queste ore, li hanno puniti prima che si annunciasse la revoca delle concessioni”, ha affermato il vicepresidente del Consiglio dopo aver preso parte a Genova,ad una riunione del Centro coordinamento dei soccorsi. ”Non mi sento umanamente di incontrare i vertici di Edizioni Srl, società della famiglia Benetton che possiede Atlantia, ovvero Autostrade per l’Italia”, ha detto oggi Di Maio a Radio 24. ”La situazione fa molta rabbia, la verità è che gli utili netti che fanno queste società in regime di monopolio fanno arrabbiare tutti – aggiunge Di Maio -. Molti soldi potevano essere investiti in sicurezza, mentre sono andati in dividendi. Significa che quando si mette in mano ad un privato e a delle finanziarie le nostre strade e la sicurezza delle nostre famiglie si preferisce il profitto. I Benetton li incontreremo virtualmente nella fase di contraddittorio quando gli ritireremo la licenza”. E su Facebook Di Maio scrive ancora: “Renzi dice che Benetton non ha finanziato il Pd né la Leopolda. Non dice niente delle altre fondazioni legate a doppio filo col suo partito. La sua parola per gli italiani vale zero. Uno che vergognosamente compra un aereo gigante inutile sprecando i soldi degli italiani e che aveva detto che si sarebbe ritirato dalla politica dopo la vittoria del no al referendum e che oggi siede sulla poltrona da senatore non ha nessuna credibilità. Pubblichi tutti i nomi dei finanziatori del Pd dalla sua nascita a oggi e di tutte fondazioni ad esso collegate. Carta canta! Che hanno da nascondere ancora? Tanto scoperchieremo tutto e il marcio verrà a galla”. “Inizino – aggiunge – spiegando il perché dell’emendamento vergogna nella legge di Bilancio del 2017 che permette ai concessionari delle autostrade di moltiplicare ulteriormente gli strepitosi guadagni ottenuti al casello facendosi in casa, con le proprie aziende, una bella quota dei lavori di manutenzione senza dover ricorrere alle gare. O il perché del regalo miliardario dell’allungamento delle concessioni che inserirono in una notte nello Sblocca Italia del 2015. Tanti, troppi favori da giustificare. Se non ci diranno perché, lo scopriremo noi”. “Gli italiani – insiste Di Maio – devono sapere la verità e in questo non li aiuteranno i giornali visto che tra gli azionisti di quelli principali troviamo proprio i Benetton. È vergognoso, ad esempio, che la parola Benetton non compaia nei giornali mentre tutti danno addosso al Movimento e in particolare a Beppe Grillo che viene accusato di essere il responsabile del crollo: roba da mentecatti”. “La verità è che tutti hanno sempre pensato e anche ora pensano solo al business. Ci sono morti sotto le macerie, feriti negli ospedali e soccorritori al lavoro da 2 giorni e dal gruppo Atlantia dei Benetton arrivano discorsi sul ‘valore residuo’ e dal Pd questi attacchi politici indegni, dopo tutti i favori fatti ad Autostrade per l’Italia”. “È proprio questa mancanza di cuore -conclude il vicepremier – che ha portato una società ad interessarsi solo dei profitti e un partito solo del suo vantaggio politico. Ma è finita quell’epoca. Adesso al primo posto ci sono i cittadini e i loro diritti. Chi ha spadroneggiato in questi anni e pensa di poterlo fare ancora, si metta in testa che non lo farà più”.

L’ex premier Renzi reagisce e nega tutto

Altrettanto dura la replica del Pd, affidata proprio a Matteo Renzi: “Chi ha sbagliato deve pagare fino all’ultimo centesimo. Dire: Revochiamo la concessione fa aumentare i like e fa esultare chi non conosce le carte. Ma governare è più complicato che scrivere post su Facebook: se revochi la concessione paradossalmente fai un regalo ad Autostrade. Perché devi pagare un sacco di soldi per revocare la concessione e perdi le opere pubbliche che servono e per le quali loro sono impegnati. Già, perché quello che è chiaro è che va rifatto il Ponte Morandi, certo, ma va fatta anche la Gronda. Ed è un preciso impegno di Autostrade”. Lo sottolinea Matteo Renzi, in un lungo post su Facebook. “Si scelgano gli avvocati migliori – prosegue l’ex premier – per andare al contraddittorio con Autostrade. Si vada fino in fondo all’azione giudiziaria senza guardare in faccia nessuno. Chi ha sbagliato paghi tutto. Autostrade oggi ha il compito di pagare tutto, fino all’ultimo centesimo, a cominciare dalla Gronda: revocando la concessione, invece, Autostrade incassa e non paga”. “Fare la Gronda coi soldi destinati all’edilizia scolastica (come ha ipotizzato Salvini) sarebbe un autogol e un danno per tutti i Comuni. La Gronda – insiste l’ex segretario del Pd – va fatta subito e va fatta con i denari di Autostrade”. E altri esponenti del Pd sischierano con Renzi: “Il vicepresidente Luigi Di Maio deve vergognarsi. Anziché occuparsi di coordinare aiuti, di capire come ricollegare Genova e una parte dell’Italia, anziché far partire iniziative che salvaguardino investimenti e mettano in sicurezza il territorio, lancia falsità indegne del ruolo che ricopre”. Lo dichiara il deputato del Partito democratico Marco Di Maio. Il leader M5S, insiste l’esponente dem, “fa intendere che i suoi precedessori al governo abbiano preso soldi per le campagne elettorali dal gruppo Benetton o da Autostrade, quando non c’è niente di più falso. Dice che si è concessa una proroga in cambio di denaro sparando l’ennesima e colossale infamia. La proroga delle concessioni ha consentito di ottenere il via libera (arrivato nell’aprile di quest’anno) a 8 miliardi e mezzo di investimenti. Tra questi, anche quello che consentirebbe di portare a termine tempestivamente la cosiddetta Gronda di Genova, contro cui sono schierati da sempre i ministri pentastellati”. “Se la concessione venisse revocata, chi, come e quando svolgerebbe quell’investimento? Quali investimenti hanno in programma per Genova? Come intendono portare avanti il lavoro di messa in sicurezza del territorio dopo aver chiuso le strutture che se ne occupavano? Rispondano a queste domande invece di giocare con i social network e i finti profili”, conclude il parlamentare Pd. E Morani rincara la dose: “In queste ore drammatiche Di Maio non ha fatto altro che dire menzogne sul Pd solo per coprire la vergogna del M5S che definì favoletta il rischio del crollo del ponte Morandi e del no alla Gronda. Un miserabile vicepremier bugiardo e incapace di dare soluzioni”. Lo scrive su Twitter Alessia Morani, deputata del Partito democratico.

Confintesa attacca Autostrade

Nela vicenda interviene anche il sindacato Confintesa: “Siamo davanti all’ennesima tragedia annunciata che ha dato la morte a 39, per ora, persone con l’aggravante che l’altare sul quale sono state sacrificate 39 vite umane è quello del profitto a tutti i costi.” Lo afferma Frencesco Prudenzano, segretario generale di Confintesa in merito al crollo del ponte Morandi di Genova. “Abbiamo voluto osservare 24 ore di silenzio per il rispetto dovuto alle vittime innocenti di questa tragedia la cui responsabilità ha sicuramente un nome e cognome ma che è il frutto di un sistema legato alla politica e relativo alle concessioni ai privati sulla gestione della rete autostradale. Negli anni Novanta – prosegue Prudenzano – le privatizzazioni selvagge e senza controlli hanno favorito l’avvento di tragedie come quella del ponte Morandi rimaste senza colpevoli grazie anche all’assurda norma del segreto di Stato che non si capisce cosa debba nascondere se non eventuali future responsabilità come la tragedia di Genova. Nella fattispecie – conclude Prudenzano – abbiamo a che fare con una società, Autostrade per l’Italia, che ha come maggiore azionista una società che fa capo alla famiglia Benetton che peraltro paga le tasse in Lussemburgo ed è sempre attenta ai problemi degli immigrati ma meno attenta a quelli della manutenzione delle autostrade. Anche in questo caso siamo difronte ad una società privata che ha attuato i pedaggi più alti d’Europa e ha realizzato miliardi di euro di profitti senza reinvestire in sicurezza. Basta con queste tragedie, con il segreto di Stato, con le leggine fatte passare di notte che hanno favorito la società dei Benetton e con la logica del profitto a tutti i costi soprattutto quando il costo è in vite umane”.