La crisi di nervi di Renzi: «Basta, gli sfascisti al governo finiranno male»

Non lo ascolta più nessuno, il Pd è ai minimi termini, i sondaggi sono un incubo. E Renzi perde il controllo, scalcia, minaccia sfracelli. Parla del governo degli sfascisti, li descrive come manganellatori senza pietà, difende l’indifendibile (l’azione del suo esecutivo), annuncia che le sue truppe saranno non meglio identificati comitati civici. In linea teorica, gente comune. In linea pratica quei (pochi) militanti del Pd che sono ancora disposti a metterci la faccia. «Salvini e Di Maio sono la nuova destra populista e demagoga», dice in un’intervista a Repubblica. «Però l’opposizione deve smettere di tirare di fioretto. È arrivato il momento di ribattere colpo su colpo, di combattere a viso aperto, di non lasciargliene passare più una. L’avversario è forte, ma la partita è tutta da giocare.  Questo clima giacobino – aggiunge l’ex premier – rischia di ritorcersi contro i presunti rivoluzionari. E secondo me accadrà molto prima del previsto. Per questo la comunità civile deve reagire subito. Da qui a Natale nasceranno in tutti i comuni comitati civici contro questo governo. E prima del previsto nell’angolo ci saranno Salvini e Di Maio, non noi». Esplode l’ironia sul web, valanga di vignette e sfottò, molti si firmano come l’esercito dei presunti rivoluzionari. «Dopo il crollo del viadotto Morandi, insiste Renzi, «il governo Salvini-Di Maio ha scelto di radicalizzare. A loro non interessa la verità, basta un capro espiatorio: non cercano soluzioni, fabbricano colpevoli. Questo è lo stile da sempre. Lo hanno fatto per le banche, per Consip, dopo Macerata, con il Jobs Act. Davanti a problemi reali loro scelgono i presunti responsabili e manganellano sul web senza pietà. Lo facevano quando erano opposizione. Su Genova hanno iniziato a farlo da maggioranza. Mi sembra un atteggiamento pericoloso: non c’è unità possibile, senza rispetto per la verità». Poi riparla del partito. «Non tocca a me – sottolinea l’ex leader Dem – definire la linea del Pd: c’è un altro segretario, ci sarà un congresso. Chiunque lo vincerà dovrà contare sul sostegno degli altri, senza avere mai più fuoco amico. Ma scommetto – conclude Renzi – che si faranno sentire anche tanti cittadini fuori dal Pd che non ne possono più di un governo di sfascisti con ministri della paura e della disinformazione».