Gasparri: il Pd non c’è più, la Guardia costiera smetta di portarci clandestini

“Si impone una urgente audizione in Commissione difesa del Senato, dove svolgemmo nella scorsa legislatura una proficua indagine conoscitiva sulle Ong, del nuovo comandante della Guardia Costiera. È pericolosissimo, infatti, il comportamento della Guardia Costiera che nei giorni scorsi ha prelevato più di 100 clandestini nelle acque di competenza di Malta”. Lo dichiara il senatore di Fi, Maurizio Gasparri. “Già nel passato – spiega – la Guardia Costiera sotto le direttive dei governi a guida Pd portó in Italia migliaia e migliaia di clandestini contro ogni logica e contro ogni regola, agendo in acque sottoposte al controllo di altri Paesi. Ora ricominciamo daccapo? La Guardia Costiera torna ad essere un taxi del mare? Il soccorso è un dovere ma è un dovere di tutti, anche della Libia, di Malta, della Tunisia di tutti i Paesi che devono agire nelle loro acque territoriali e in quelle comunque sottoposte ai loro obblighi di soccorso”. “L’Italia – avverte Gasparri – non può essere l’approdo di ogni rifugio. Questo nuovo trasporto da parte della Guardia Costiera rappresenta un campanello d’allarme che non deve essere sottovalutato e il fatto che il vice presidente del consiglio Salvini, Ministro dell’Interno, abbia detto di non essere informato di questa circostanza ci preoccupa molto sulla capacità di controllo della situazione da parte del governo. Chiederemo l’immediata audizione dell’Ammiraglio Pettorino e anche di Toninelli le cui direttive vogliamo conoscere in materia. Questo è un governo che dice una cosa e ne fa un’altra e che, su ogni materia, ha mille volti e produce una continua confusione”, conclude Gasparri. Anche la leader di Fratelli d’Italia interviene suklla questione: “Diciotti. Continua la presa in giro dell’immigrazione incontrollata. Lo ripetiamo per l’ennesima volta: l’unica soluzione è il blocco navale al largo delle coste libiche per impedire ai barconi di partite. Il resto sono chiacchiere”, scrive su Twitter Giorgia Meloni.