C’è la conferma: i terroristi islamici arrivano in Italia anche coi barconi

I terroristi islamici arrivano in Italia anche con i barconi: ieri le autorità tunisine hanno fermato nove estremisti islamici che tentavano di imbarcarsi su un gommone per raggiungere l’Italia via mare. Era un gruppo di 15 persone intercettato dalla Guardia costiera tunisina e dalla squadra dell’antiterrorismo di Biserta. I nove fermati, tra i 21 e i 39 anni, sono stati consegnati alla Guardia nazionale tunisina che indaga su crimini di terrorismo. Oggi il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha comnmentato: “Le autorità tunisine hanno fermato 9 estremisti islamici che tentavano di imbarcarsi su un gommone per raggiungere l’Italia. Alla faccia di quelli che dicono i terroristi mica arrivano sui barconi… Questo lo dirà Repubblica?”, si chiede il ministro dell’Interno su Twitter. A stretto giro di posta la risposta di Repubblica: “Sì, l’abbiamo detto già 13 ore fa. Grazie sempre dell’attenzione”, scrive il quotidiano, che però non dice che i terroristi islamici sono arrivati in Italia grazie ai barconi dei cosiddetti profughi. E sempre in queste ore, è stato espulso, per motivi di sicurezza, un tunisino 44enne con precedenti penali per reati comuni, ed emerso all’attenzione durante la sua permanenza presso la Casa Circondariale di Bolzano, per gli stretti legami che aveva instaurato con un detenuto iracheno arrestato in quanto risultato il leader di una filiera attiva nel reclutamento di combattenti da instradare verso la Siria. Lo rende noto il Viminale. Grazie a tale rapporto di fiducia, l’uomo riusciva ad avere materiale ed oggetti la cui introduzione non era consentita nel settore di massima sicurezza nel quale era ristretto. Dopo la sua scarcerazione, il cittadino tunisino ha più volte fornito generalità e documenti falsi nel tentativo di sottrarsi alla sua espulsione. In particolare, in un’occasione, dopo il suo riconoscimento effettuato presso il Consolato tunisino di Napoli, riusciva ad eludere la sorveglianza della scorta dandosi alla fuga. Non solo: è stato espulso per motivi di sicurezza anche un 19enne marocchino, emerso all’attenzione ancora minorenne poiché, presso l’istituto dove era detenuto per reati contro il patrimonio e la persona, durante un colloquio con un assistente sociale aveva inneggiato all’autoproclamato Stato Islamico approvandone l’operato e asserendo di volerne farne parte. Lo riferisce una nota del Viminale. Inoltre, “il cittadino marocchino era stato attenzionato per aver partecipato a gravi disordini presso la struttura detentiva, ponendo in essere in tale circostanza azioni violente contro gli operatori e verso altri detenuti. In seguito, il giovane marocchino è stato collocato presso una comunità dalla quale è fuggito più volte tentando, in un’occasione, di entrare clandestinamente in Francia”. Il Viminale informa che “lo straniero è stato rimpatriato in esecuzione del decreto emesso dal prefetto di Bologna. Con tale rimpatrio, salgono così a 314 le espulsioni eseguite dal gennaio 2015 di cui 77 nel 2018”. Troppo poche. Infine, oggi, due gruppi complessivamente di 25 clandestini, tutti di sedicente nazionalità algerina e in buone condizioni di salute, sono stati bloccati dai Carabinieri della Compagnia di Carbonia nelle prime ore di questa mattina nel comune di Sant Anna Arresi. I 25 clandestini, giunti verosimilmente durante la notte su quel litorale, al termine delle formalità di rito, sono stati condotti al Cpa di Monastir.