Autostrade si scusa: mezzo miliardo e nuovo ponte in acciaio in 8 mesi

Un nuovo ponte in acciaio, in otto mesi, tra demolizione e ricostruzione. Un fondo per i familiari delle vittime. E indennizzi per gli sfollati, per chi è costretto a lasciare la propria casa. Una spesa, fra interventi e indennizzi, che arriva velocemente a mezzo miliardo di euro. Ma, prima di tutto, le scuse per quanto accaduto. Autostrade per l’Italia , attraverso il suo amministratore delegato, l’ingegner Giovanni Castellucci e il suo presidente, Fabio Cerchiai, si scusa con l’Italia, con Genova, con i familiari delle vittime – sono 43 fino a questo momento perché oggi è morto anche Marian Rosca, il paziente di origini romene di 36 anni ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale San Martino – provocate dal crollo del Ponte Morandi, quell’infrastruttura strategica che doveva essere la dimostrazione del genio italico nel 1967 e che, invece, cinquantuno anni dopo si è rivelata un gigante dai piedi di argilla.

«Ho una profonda tristezza nel cuore», esordisce in apertura di conferenza stampa Fabio Cerchiai, presidente di Atlantia e di Autostrade per l’Italia che ha annunciato interventi «con effetto immediato ottenuto il consenso delle autorità».
«Vogliamo fare e faremo quanto in nostra possibilità per alleviare le sofferenze» dei feriti, dei familiari delle vittime e «anche della città di Genova» ha sottolineato Cerchiai. La famiglia Benetton, principale azionista di Atlantia, sta vivendo la tragedia legata al crollo del ponte Morandi «con grande dolore e con grande partecipazione» ha detto il presidente di Autostrade per l’Italia senza, tuttavia, riuscire a rimuovere nella gente comune il fastidio per questa schiatta di imprenditori veneti che, negli anni passati, con le sue campagne pubblicitarie per vendere maglioni, ha tentato di dare pelose lezioni di etica e buonismo agli italiani salendo in cattedra coadiuvata da un insopportabile Oliviero Toscani. Chi di lezioncine ferisce, di lezioncine, alla fine, perisce.

In conferenza stampa Giovanni Castellucci, roccioso amministratore delegato di Autostrade per l’Italia probabilmente uno dei manager italiani più capaci e determinati, ammette, con grande umiltà, che Autostrade «non è riuscita a far percepire» la propria vicinanza nel dramma del ponte di Genova e di questo «mi scuso. Non era nostra intenzione» trasmettere un’idea di lontananza, ha aggiunto. E «non era nei fatti perché eravamo qui, ma nelle percezioni, che contano».

«La prima azione» messa in campo da Autostrade sarà «per le famiglie delle vittime – ha spiegato l’amministratore delegato – Abbiamo stanziato un fondo per le esigenze immediate che affineremo con il Comune e che verrà gestito dal Comune».

Castellucci ha poi annunciato: «Abbiamo sviluppato un progetto che permette di lavorare in parallelo, accelerando i tempi, e ci permetterà di costruire un ponte in acciaio in otto mesi», un’opera che sarà simbolo «della velocità con cui la città di Genova» si rialzerà. Non è un claim di Oliviero Toscani ma ha, forse, più efficacia. Autostrade, inoltre, ha una «ipotesi di liberalizzare i pedaggi nel nodo di Genova da Bolzaneto a Voltri a Genova Ovest da lunedì». Un gesto di distensione, soprattutto dopo le polemiche sulle autoambulanze costrette a pagare il pedaggio.

Sommando gli interventi e gli indennizzi più immediati «si arriva velocemente a mezzo miliardo» di euro, calcola a spanne l’ingegner Castellucci sottolineando che oggi è «sterile parlare di importi, che sono disponibili da lunedì. Ci auguriamo che le autorizzazioni possano arrivare velocemente» ha aggiunto l’amministratore delegato di Autostrade facendo capire che qualcosa, in questo senso, non deve aver funzionato in passato nelle relazioni con le amministrazioni locali e centrali.
La conferenza stampa odierna ha avuto come argomento le misure messe in campo da Autostrade, mentre «altri temi, ad esempio i rapporti fra noi e governo – ha detto Castellucci ai numerosi giornalisti presenti – li tratteremo un’altra volta».

Inevitabile parlare della sicurezza e delle condizioni del Ponte Morandi. «I ponti della nostra rete sono sicuri – ha rivendicato l’ingegner Castellucci – ma ho chiesto un’analisi» approfondita su tutte le strutture «perché è il momento giusto per un eccesso di cautela».
Nello specifico «lo stato di salute del ponte era buono» ha voluto sottolineare l’amministratore delegato di Autostrade aggiungendo che per gli interventi sul pilone crollato non era stata decisa «una procedura di urgenza ma una procedura “ristretta“» perché «il numero di imprese che potevano partecipare non era elevatissimo».
Si trattava, ha spiegato Giovanni Castellucci, comunque di interventi che non riguardavano «solo quel pilone» ma anche un altro rimasto in piedi, un “«intervento per allungare nel tempo la vita utile dell’opera, come atto di cautela», ha sottolineato.

Castellucci ha ricordato che, allo stato attuale, «la responsabilità del crollo deve essere accertata», anche perché «è un ponte costruito non da noi. Bisognerà vedere come è stato costruito e una serie di altri elementi».

«Nei confronti delle vittime e della collettività sentiamo fortemente la nostra compassione e vicinanza – ha ribadito l’ingegnere che è a capo di Atlantia, la capogruppo di Autostrade – ma non riteniamo – ha tenuto a sottolineare – ci siano le condizioni per assumersi la responsabilità per un evento che deve essere indagato a fondo. Le vittime – ha concluso – hanno diritto alla verità, l’Italia ne ha diritto ma anche noi ne abbiamo diritto».