Addio ad Aretha Franklin, la più grande voce soul del ‘900 (video)

Il mondo della musica piange Aretha Franklin. La “regina del soul” si è spenta a Detroit a 76 anni dopo una lunga malattia. Ad annunciarlo all’Associated Press è stata la sua portavoce, Gwendolyn Quinn. A portarsi via la regina del soul, secondo diversi media americani, sarebbe stato un cancro già diagnosticato nel 2010 e che negli ultimi mesi sarebbe tornato drammaticamente all’attacco. Durante la sua carriera ha vinto 18 Grammy e ha venduto oltre 75 milioni di dischi nel mondo. Tra i suoi più grandi successi Respect (1967), Think (1968 GUARDA VIDEO ) e I Say a Little Prayer (1968).

Aretha Franklin, la vita

Figlia di un predicatore battista e di una cantante, Aretha si avvicina alla musica partendo dal genere musicale della madre: il gospel. Nasce a Menphis il 25 marzo del 1942 ma la famiglia si trasferisce a Detroit quando la signora Franklin decide di lasciare la famiglia, Aretha ai tempi aveva appena sei anni. A 14 e 16 anni partorisce i suoi primi due figli (saranno quattro alla fine, e tre i matrimoni) e lo status di ragazza madre di colore nell’America a cavallo tra anni ’50 e ’60 non le rende la vita di certo semplice.

Dopo la pubblicazione di qualche album con pochi riscontri, nel 1967, dopo il suo passaggio alla Atlantic Records, arriva I Never Loved A Man The Way I Loved You e con lui un successo che fissa ogni singolo di Aretha nella Top Ten della rivista Billboard. Il brano d’apertura del disco, Respect cover di Otis Redding, diventa l’inno di un’intera generazione che lotta per l’affermazione dei diritti di donne e afroamericani; e Rolling Stones la piazza al quinto posto tra le canzoni più belle di tutti i tempi (al momento 153 milioni di ascolti su Spotify). Sempre in quel periodo registra all’interno di una chiesa battista Amazing Grace, il disco di musica gospel più venduto della storia. Si fa conoscere al pubblico europeo con la sua versione di  I say a little prayer  di Burt Bacharach.
L’indimenticabile “Think”, incisa nel ’68. Dalla fine degli anni ’60 ad oggi l’attività di Aretha Franklin è stata quella soprattutto di interprete, assumendosi un ruolo tanto complesso quanto unico nel suo modo di portarlo avanti con la grazia e l’eccezionalità artistica che l’ha sempre contraddistinta. Quando nel 1998 il nostro Luciano Pavarotti deve rinunciare alla cerimonia dei Grammy per un malore, Aretha Franklin improvvisa in tonalità originale una sua versione di Nessun Dorma celebre romanza per tenore tratta dalla “Turandot” di Giacomo Puccini.

L’ultima volta sul palco

L’ultima volta che è stata vista sul palco era novembre, a New York, per la Elton John Aids Foundation; ci sarebbe dovuta tornare il giorno del suo 76esimo compleanno a marzo a Newark in New Jersey e poi il 28 aprile a New Orleans, ma il medico le raccomandò assoluto riposo e il manager dichiarò che la cantante era «molto delusa per non essere in grado di esibirsi come sperava». Infatti nonostante a febbraio 2017 avesse annunciato a una radio di Detroit il suo ritiro ufficiale dalle scene, aveva comunque promesso che avrebbe rispettato alcune uscite già programmate.