Batterio killer, infezione mortale per un neonato all’ospedale di Brescia

Batterio killer uccide neonato all’ospedale Civile. Il piccolo, riporta Bresciaoggi, sarebbe stato colpito da un’infezione, causata dal serratia marcescens. Era stato ricoverato con il gemellino per un parto prematuro che è stato colpito anche lui dallo stesso batterio ma è sopravvissuto. Dopo il decesso, il reparto è stato visitato dai carabinieri del Nas: i militari hanno acquisito documentazione e fatto i primi accertamenti sul personale entrato in contatto con il bambino, per capire se il batterio è stato portato dentro dall’esterno. Nel frattempo la direzione degli Spedali Civili ha attivato il comitato di sicurezza infettiva e messo in atto tutte le misure di contenimento sanitarie. Alcuni bambini presenterebbero i segni clinici della malattia mentre per altri si parla di semplice colonizzazione.

Che cos’è il Serratia marcescens. L’infezione, si legge sul sito dell’ospedale Humanitas Gavazzeni di Bergamo, per lo più in ambito ospedaliero, in seguito a lungo ricovero o all’inserimento di cateteri per via endovenosa, intraperitoneale o urinaria, ma anche all’inserimento di strumenti medici, volti ad agevolare la funzionalità respiratoria o ancora all’effettuazione di trasfusioni o di infusioni endovenose contaminate. L’infezione da serratia può manifestarsi con questi sintomi: febbre, brividi, insufficienza respiratoria e shock settico. Si possono anche associale altre malattie come infezioni al tratto respiratorio, a quello urinario, intra-addominali, cutanee, oculari e dei tessuti molli, oltre a meningite, osteomielite e artrite, endocardite, otite e parotite. La serratia viene curata in genere con una terapia antibiotica. La prognosi dipende dallo stato dei singoli pazienti. I più esposti a grave rischio sono i soggetti immunologicamente depressi come gli anziani, i bambini e le persone che hanno subito traumi. Per tutti questi soggetti l’infezione è più severa e la prognosi è riservata.