Un’altra nave carica di migranti vaga nel Mediterraneo: ennesimo scontro?

mercoledì 18 luglio 10:23 - di Gabriele Alberti

Ci risiamo. Un’altra nave con migranti salvati in mare vaga da giorni nel Mediterraneo senza trovare un approdo. La denuncia arriva da InfoMigrants, il portale europeo che da marzo segue le rotte dei profughi. L’imbarcazione è la Sarost 5, cargo di rifornimento della società del gas Miskar che al largo della Tunisia gestisce una piattaforma di estrazione di gas.

Il “no” di Malta, Italia, Tunisia, Francia e Marocco

Dopo l’accusa choc della Open Arms contro l’Italia, dichiarata colpevole dalla Ong di aver lasciato ammazzare una donna e un bambino dalla guardia costiera libica (notizia smentita sia dal Viminale che da giornalisti a bordo), la giornata odierna inizia in modo complicato. La scorsa settimana un barcone in legno con a bordo 40 migranti provenienti da Egitto, Mali, Nigeria, Bangladesh, è partito dalla Libia per cercare di raggiungere l’Europa. Dopo cinque giorni di navigazione “senza mangiare né bere”, secondo quanto ha riportato un membro dell’equipaggio della Sarost 5 a InfoMigrants, il motore va in avaria e la barca va alla deriva in prossimità della piattaforma del gas. A quel punto entra in azione la Sarost 5 che salva dal naufragio i 40 migranti ma per l’equipaggio e i profughi inizia un altro calvario. Perché prima la Turchia e poi Malta e l’Italia avrebbero rifiutato, secondo InfoMigrants, l’approdo nei loro porti. Secondo il Forum tunisino per i diritti economici e sociali (FTDES), un’associazione tunisina che aiuta i migranti, “la Tunisia si rifiuta di accogliere questi migranti perché non vuole diventare un riferimento di porto sicuro per gli stati europei”.
Attualmente la Sarost 5 è ormeggiata al largo della costa tunisina in attesa di una destinazione.  “Abbiamo un uomo ferito e una donna incinta di sei mesi a bordo – è la testimonianza di un membro dell’equipaggio raccolta da InfoMigrants che sul suo portale ha pubblicato le foto dei migranti e il video del salvataggio – Le razioni di cibo presto si esauriranno, abbiamo scorte per due giorni e 30 fardelli d’acqua da sei bottiglie”.

Porti negati

Secondo quanto riportato da InfoMigrants, né Malta, né lItalia e neppure la Tunisia avrebbero dato l’autorizzazione ad approdare. “La nave, scrive il portale che è entrato in contatto con l’equipaggio, è ferma al largo della Libia. In attesa di novità: l’equipaggio sta condividendo i pasti con i migranti, non essendo attrezzata per il salvataggio.Il suo peregrinare continua da qualche giorno. La Sarost 5, dopo aver recuperato i migranti, ha contattato subito la Tunisia, Paese dove spesso si reca per motivi economici. Ma le autorità, a causa della presenza degli immigrati, ha negato l’attracco al porto di Sfax. Il comandante ha deciso allora di dirigersi, senza autorizzazione, verso il porto di Zarsis. Ma anche qui Tunisi ha rifiutato il via libera allo sbarco, lasciando così al largo il rimorchiatore. «Dalla chiusura dei porti italiani e maltesi alle navi umanitarie – scrive ancora InfoMigrants -, altri paesi del Mar Mediterraneo (Francia, Tunisia, Marocco) temono di diventare una zona di atterraggio e di affrontare un massiccio afflusso di migranti”. A bordo ci sarebbero migranti provenienti da Egitto, Mali, Nigeria e Bangladesh. Il barcone sarebbe partito dalla Libia prima di rompere il motore e andare alla deriva verso la piattaforma di estrazione del gas. La Tunisia e gli altri paesi che si sono rifiutati di concedere l’approdo per evitare di essere riconosciuti ufficialmente dall’Europa come un porto sicuro dove sbarcare gli immigrati. Già , questo ruolo lo ha sempre giocato l’Italia…

Commenti

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  • Roccoangela60@yahoo.it 19 luglio 2018

    Ma questi migranti perché non migrano vicino agli Stati che confinano con il luogo da dove fuggono?perché vogliono a tutti costi venire in Europa?quasi tutti sono musulmani e si sa che odiano la nostra cultura e le nostre tradizioni, quindi mi sorge il dubbio che c’è un disegno ben preciso,arricchire la malavita organizzata e inondarci di estimatori dell’Islam,che un giorno ci sottometteranno,con buona pace dei sinistri e del Vaticano.I governi europei devono vigilare,io non voglio che la cultura oscurantista dei musulmani attecchisca e faccia proselitismo,che razza di cultura è la loro?i figli appartengono al padre,la donna deve coprirsi dalla testa ai piedi,se si lamenta viene malmenata,le fanno sposare ancora bambine a vecchi bavosi,e ci sono politici che si permettono di dire che bisogna integrarsi,io non mi voglio integrare con questa cultura aberrante.

  • valeriabalasina@gmail.com 19 luglio 2018

    Che poi non capisco perché la colpa deve essere soltanto dall’Italia, quando tutti gli altri paesi fino a ieri hanno rifiutato di accogliere i migranti dei barconi.
    Ora la colpa è dell’Italia perché c’è un governo NAZIONALISTA e che vuole evitare le continue partenze dall’Africa, il rischio di annegamento e vuole promuovere gli aiuti in quel continente perché le persone possono rimanere nel proprio territorio. Purtroppo questa nuova politica da fastidio non solo a tanti paesi europei che si vedrebbero costretti ad accogliere e da fastidio a tutti quei sistemi che sfruttano la situazione

  • amerigo.lori@alice.it 19 luglio 2018

    Nessun dubbio: Spagna o Francia che sono paesi accoglienti, tutto il resto non è faccenda italiana! magari, lo skipper D’Alema potrebbe caricarne una dozzina sulla sua imbarcazione e incrocia nel Mediterraneo: se non aiutano i kompagni . . .

  • franco.prestifilippo@tin.it 19 luglio 2018

    E l’Europa continua a….latitare! Perchè Malta fa il gioco delle 3 carte? – e se, non ricordo male, da quando queste tristi vicende sono iniziate non ha mai avuto nessun richiamo, non parliamo di sanzioni, da parte dell’Europa?

  • simef@tiscali.it 19 luglio 2018

    Sarebbe giusto che ciascuno stato di appartenenza si prendesse carico dei vari migranti.In ogni caso se funzionasse veramente il blocco aeronavale nessun migrante potrebbe lasciare le coste africane!

  • gdetoffoli@yahoo.it 18 luglio 2018

    Lo scontro andrebbe fatto fra un incrociatore ed il gatto di mare!!!!

  • ivan.ital@libero.it 18 luglio 2018

    Dopo tanti anni di immigrazione clandestina in Italia è giunto il momento di disciplinare i concetti e i principi legati a questi fenomeni.
    Parlando di concetti a grandi linee oltre al concetto di immigrazione clandestina vanno aggiunti quelli di:

    – “emigrazione regolare”,
    – “emigrazione clandestina”,
    – “filiera del traffico di clandestini”.

    Riguardo ai principi vanno stabiliti i principi di:
    – “responsabilità dello Stato (civile e penale) nei confronti del cittadino emigrato clandestinamente”,
    – “responsabilità della comunità internazionale sulle accertate cause di emigrazione clandestina”.

    Sono un abbozzo di come inquadrare la situazione.

  • ivan.ital@libero.it 18 luglio 2018

    Se l’Italia dovesse mandare aiuti, almeno lo faccia in forma anonima a mezzo di organizzazioni terze.
    Per quanto riguarda i soccorsi hanno fatto bene a salvarli.
    Per quanto riguarda la competenza di attracco, ritengo che gli egiziani debbano essere sbarcati in Egitto a spese del governo egiziano e gli altri nella nazione di appartenenza a spese dei governi di appartenenza.
    Semplice, No?

    • Giuseppe Tolu 18 luglio 2018

      Buona idea!