Trump invita Putin negli Usa e Mosca «apre»: dopo Helsinki è luna di miele

venerdì 20 luglio 13:23 - DI Viola Longo

Si va concretizzando la possibilità di una visita di Vladimir Putin negli Stati Uniti. Dopo le ipotesi circolate nei giorni scorsi a seguito del colloquio di Helsinki, la Casa Bianca ha confermato l’invito e il Cremlino ha replicato di essere «aperto» a questa possibilità. L’incontro, secondo le prime informazioni, dovrebbe essere programmato per l’autunno, a Washington.

«Ad Helsinki, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha acconsentito a mantenere il dialogo fra gli staff dei due consigli di sicurezza. Il presidente Trump ha chiesto ad @Ambjohnbolton (consigliere per la sicurezza nazionale degli Usa, ndr) di invitare il presidente Putin a Washington in autunno e quelle discussioni sono già in corso», ha scritto su Twitter la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders. Era stato lo stesso Trump, ieri, ad anticipare, sempre sua Twitter, la possibilità di un secondo incontro con il presidente russo, affermando di essere «impaziente» dopo quello che considera il «grande successo» del vertice di lunedì di Helsinki.

La mossa ha colto di sorpresa i maggiori funzionari dell’intelligence statunitense. C’è infatti ancora confusione su ciò che i due presidenti si siano esattamente detti nell’incontro privato. Si è parlato di accordi raggiunti, ma non ci sono stati annunci ufficiali. Parlando all’Aspen security forum in Colorado, il direttore degli 007 americani Dan Coats è rimasto sorpreso dalla notizia dell’invito, poiché il tweet gli è stato letto da un giornalista. «Sarà speciale», ha commentato, aggiungendo che «non ne ero consapevole». Coats ha anche chiarito di non conoscere il contenuto della conversazione privata tra Trump e Putin in Finlandia. «Questa è una prerogativa del presidente», ha detto il direttore dell’intelligence Usa, aggiungendo però che «se mi avesse chiesto come doveva essere condotto (il colloquio, ndr), gli avrei suggerito un modo diverso».

I due leader, dunque, confermano di voler consolidare quel rapporto ripreso a Helsinki e salutato dai partner internazionali come un passo positivo. È «una buona notizia per l’Italia», ha commentato Salvini, in una lunga intervista al Washington Post, durante la quale ha parlato del colloquio di Helsinki come di «un segnale molto positivo». «Un riavvicinamento fra Stati Uniti e Russia è una buona notizia per l’Italia e l’Europa», ha risposto il vicepremier italiano alla domanda su cosa pensasse del vertice. E un commento positivo è arrivato anche dalla Germania: «Dobbiamo abituarci al fatto che gli incontri tra il presidente degli Stati Uniti ed il presidente della Russia diventino una normalità», ha detto Angela Merkel, rispondendo durante la sua conferenza stampa annuale a una domanda sulla visita di Putin alla Casa Bianca ed esprimendo l’auspicio che i due leader discutano di disarmo nucleare, visto che i loro due Paesi controllano oltre il 90% dell’arsenale atomico.

Commenti

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  • caroli_alessandro@fastwebnet.it 23 luglio 2018

    Ricordando quando a capo dell’Unione Sovietica c’erano prima Andropov, poi Cernenko, e si stavano preparando alla terza guerra mondiale. E non c’era nessuna possibilità di convincerli che nessuno pensava di attaccarli. Gli oceani erano pieni di sottomarini nucleari degli uni e degli altri: il rischio di un errore era altissimo. Il negoziato per la riduzione bilanciata degli armamenti era ad un punto morto: non c’era dialogo tra Washington e Mosca: solo diffidenza.
    Poi venne Gorbacev, venne Reagan e, piano piano, tutto cambiò. Si ricominciò a parlarsi, poi venne il 1989, la caduta del muro, e tutto il resto.
    Se Russia e Stati Uniti possono riprendere a parlarsi è un bene per tutti. Alla faccia della Clinton, di Juncker e di tutti i guerrafondai che avevano ammassato truppe al confine russo.

  • fdesalvo@aconet.it 21 luglio 2018

    Sia la CIA che buona parte dei funzionari di governo non sono “sorpresi” come hanno detto, ma terrorizzati per i loro posti di lavoro. Se nascesse la pace fra U.S.A. e Russia non servirebbero più e dovrebbero cercarsi un altro nemico per sopravvivere. Così le grandi Società di costruzione di missili intercontinentali, aerei da combattimento, navi da guerra.
    In America useranno ogni mezzo per far fuori Trump, Putin è un po’ più al sicuro perché è stato eletto da poco con il 60%, e poi ha molto più potere interno di Trump.
    E poi c’è il Nobel per la pace Obama che non potrebbe più fare conferenze per il mondo sulle guerricciole che ha procurato durante i suoi 8 anni di presidenza

  • Roccoangela60@yahoo.it 21 luglio 2018

    Sarebbe auspicabile che i due leader più importanti del nostro pianeta andassero d’accordo,ne trarrebbe beneficio l’intera società mondiale.