Spagna, i popolari vanno a destra: l’ultraconservatore Casado è il nuovo leader

L’essere donna e giovane e i sette anni da vicepremier alla Moncloa non hanno consentito a Soraya Sáenz de Santamaria, di conquistare la presidenza del Partido Popular, liberata dal dimissionario Mariano Rajoy dopo essere stato defenestrato dalla guida del governo. A guidare i conservatori spagnoli sarà infatti l’avvocato ed economista 37enne Pablo Casado, che nella geografia interna del partido ha rappresentato fino a ieri l’anima più combattiva rispetto a temi come aborto, eutanasia, unioni civili e – nello specifico nazionale – autonomia della Catalogna.

Casado ha sconfitto la vice di Rajoy alla Moncloa

Va dunque in archivio la destra “morbida” di Rajoy, pilastro dell’alleanza europea trainata dalla Cdu di Angela Merkel, per essere sostituita da una linea politica meno sfuocata, – quella di Casado, appunto – sugli argomenti che più di altri stanno creando divisioni all’interno delle famiglie politiche del Vecchio Continente, a cominciare dall’immigrazione. Sotto questo aspetto, la leadership di Casado, che ha ottenuto il 57 per cento dei consensi dei tremila delegati, promette sviluppi clamorosi anche in vista delle elezioni europee del prossimo anno. Una sorta di prova generale in vista del 2020 quando probabilmente si terranno le elezioni politiche per il rinnovo delle Cortés, il parlamento iberico.

L’appello alla «Spagna dei balconi e delle bandiere»

Nel frattempo, il cambio di leadership ha già modificato il messaggio dei popolari. Nel suo discorso d’investitura, Casado si è rivolto alla «Spagna dei balconi e delle bandiere», puntando decisamente sul sentimento nazionalista e centralista messo a dura prova negli ultimi mesi dalle velleità secessionistiche della Catalogna. Del resto, Casado non ha altra scelta se vuole recuperare i consensi perduti in favore di formazioni più recenti come i Ciudadanos di Albert Rivera. Ma è anche una posizione in linea con gli anni della sua formazione. Il neopresidente è stato infatti politicamente allevato da Esperanza Aguirre, la pasionaria dell’ala ultraconservatrice. All’ex-premier Jose Maria Aznar deve invece l’ingresso nella grande politica. È stato proprio grazie a lui che, all’epoca solo giovanissimo avvocato, Casado, ha potuto stringere la mano a personaggi del calibro di George W. Bush e Tony Blair.