Roma aderisce all’anagrafe antifascista, i romani non vedevano l’ora…

Il consiglio comunale di Roma ha approvato con 32 voti favorevoli, 3 contrari e un astenuto la mozione 89/2018 a prima firma del capogruppo Pd, Giulio Pelonzi e sottoscritta anche da Roma Torna Roma, Sinistra X Roma, Movimento Cinque Stelle e Gruppo misto, che impegna la sindaca Virginia Raggi e la Giunta a porre in essere gli adempimenti necessari per iscrivere la città di Roma all’Anagrafe Nazionale Antifascista istituita dal Comune di Stazzema, in provincia di Lucca. Il comune di Stazzema aveva istituito l’Anagrafe nazionale antifascista, “una comunità virtuale di valori, aperta a tutti coloro che si riconoscono nei principi enunciati nella ‘Carta di Stazzema’ che afferma che esistono diritti inalienabili che ogni essere umano possiede, senza distinzione per ragioni di pensiero, razza, colore, sesso, lingua, religione, opinione politica, origine nazionale o sociale. Il Comune virtuale antifascista conta circa 40mila cittadini e oltre 150 tra enti ed associazioni che sostengono moralmente il progetto ideato dal Sindaco di Stazzema Maurizio Verona alla fine del 2017 e che continua ad avere sostenitori: hanno aderito oltre Roma, anche Torino, Carrara, Firenze, Livorno e vari comuni della Toscana, del Friuli, della Puglia e della Lombardia.

Soddisfatto il sindaco di Stazzema che esulta: “L’istituzione dell’anagrafe antifascista ha avuto il merito di riaccendere il dibattito su questi temi e su questo sistema di valori che sono validi anche oggi, solidarietà, libertà, legalità, dignità dell’individuo”. Un po’ meno esultanti forse i romani per i quali sono altre le priorità di cui la giunta e il consiglio comunale dovrebbero occuparsi.