Rispunta il Fico anti-Salvini: acqua pubblica, migranti e linea dura su Regeni

Una volta, quando l’allora presidente della Camera Gianfranco Fini parlava contro il governo Berlusconi che lo aveva portato sullo scranno più alto di Montecitorio, si parlava di “controcanto finiano“, oggi, nel caso di Roberto Fico, sempre pronto a ribattere alle tesi della Lega, non si può non parlare di “controcanto fichiano“. A partire dalla sua battaglia di sinistra contro le privatizzazioni. «Lego la mia presidenza all’approvazione di una legge definitiva, seria e sostanziale sull’acqua pubblica. La gestione rimane totalmente in mano pubblica e ai cittadini. Su beni come l’acqua che servono alla nostra vita, non possiamo permettere che si faccia profitto. Ogni profitto che si fa va reinvestito nella gestione delle reti, nella depurazione», ha affermato il presidente della Camera nel corso della tradizionale cerimonia del Ventaglio. Per poi passare alla questione immigrazione, anche qui con posizioni non propriamente filo-governative: «Salvataggio delle vite in mare sempre e comunque, bisogna essere duri con l’Europa, perché l’Italia non va lasciata sola», ha detto.

Anche sul caso Regeni, su cui Salvini aveva annunciato una linea meno dura con l’Egitto, Fico si è mostrato su tutt’altre posizioni. «È una questione fondamentale. Come Stato non si può non perseguire la verità su Giulio Regeni. Ne va della dignità del nostro Paese, non mi arrenderò mai. Domani -ha ricordato Fico- vedrò il presidente del Parlamento egiziano. Sono contento che anche il presidente del Consiglio, Conte, e il ministro Salvini abbiano affrontato la questione Regeni e quindi vedo che c’è una linea istituzionale e governativa molto forte e unita. Lo merita il Paese, lo merita lo Stato e lo merita la famiglia di Giulio Regeni, due persone straordinarie che non si sono arrese, a loro va tutta la mia stima, che non può essere che attiva, cercando di arrivare ad una verità».