Marchionne, il manager globale che ha portato la Fiat nel futuro

«Sergio non tornerà più, è stato il migliore»:  questo il triste annuncio che il presidente della Fca, John Elkann, ha fatto oggi in una lettera inviata ai dipendenti Fca,del gruppo dopo la diffusione della notizia dell’aggravamento delle condizioni di salute di Marchionne. Elkann lo  ha definito «manager globale» e «leader illuminato». Per la famiglia Agnelli l’opera di Sergio Marchionne rappresenta un valore del tutto speciale perché parliamo  dell’uomo che ha salvato e cambiato la Fiat portandola nel futuro.

Manager decisionista e stakanovista, con una passione per le Ferrari, acquistate di tasca propria, e la musica lirica, Marchionne nei 14 anni in cui è stato alla guida del gruppo ha fatto triplicare i ricavi. Il suo vezzo, ormai diventato “mitico” è quello di presentarsi persino alla Casa Bianca o al Quirinale con un informale maglioncino scuro, diventato il simbolo di un’era come fu l’orologio sopra il polsino di Gianni Agnelli.

Ma, al di là delle sorti della Fiat, Marchionne è una figura simbolo delle trasformazioni stesse del capitalismo industriale avvenute nell’ultimo quindicennio. Un capitalismo, quello di Marchionne, costantemente proiettato a conquistare (e difendere) quote di mercato su scala mondiale puntando sull’innovazione e sulle economie di scala.  Un capitalismo anche (e per tale motivo) insofferente ai riti della contrattazione sindacale. Di qui  il  fatto che Marchione sia stato a lungo una sorta di “bestia nera” per la vecchia sinistra dei Landini e delle Camusso.

Marchionne è nato a Chieti il 17 giugno 1952. Dopo l’adolescenza in Abruzzo, seguì la famiglia in Ontario, dove si era già stabilita una zia materna. In Canada Marchionne ottenne la laurea in filosofia presso l’Università di Toronto, seguita da una laurea in legge alla Osgoode Hall Law School of York University e quindi un Master in Business Administration presso la University of Windsor. Dopo avere esercitato la professione di procuratore legale, Marchionne entrò nel 1983 in Deloitte Touche come avvocato commercialista ed esperto nell’area fiscale, primo passo di una carriera che nel 2000 lo portò in Svizzera alla carica di A.d. del Lonza Group. A portarlo sotto i riflettori il successo ottenuto nel risanamento di Sgs, colosso elvetico nei servizi di ispezione, verifica e certificazione, di cui divenne amministratore delegato nel 2002. I risultati ottenuti in Sgs – che fra i suoi clienti aveva proprio Fiat – lo portarono all’attenzione del Lingotto, alle prese con la crisi aggravata dalla scomparsa di Gianni Agnelli. Da allora ad oggi, la via di Marchionne è stata all’insegna della sfida vincente e del successo di mercato.