Legittima difesa, parte l’iter al Senato. Ma Salvini dovrà convincere i Cinquestelle

Oggi comincia in commissione Giustizia al Senato l’iter del disegno di legge presentato dalla Lega sulla legittima difesa. Il ddl, oltre a dichiarare legittima difesa l’atto di chi respinge l’intrusione in un domicilio privato con violenza o uso di armi, inasprisce le pene per i furti in appartamento. Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede tuttavia non riteneva, qualche settimana fa,  che il ddl fosse una priorità.

L’avvio del ddl coincide con le polemiche sui presunti finanziamenti alla Lega da parte della cosiddetta “lobby della armi”. Un’accusa alla quale Pierangelo Pedersoli, presidente di Conarmi, il consorzio degli armaioli italiani, ha replicato durante un’audizione alla Camera. Rivolgendosi al deputato Pd Gennaro Migliore, che gli aveva chiesto se fossero veri i finanziamenti alla Lega, Pedersoli ha risposto: «Noi siamo stati avvicinati da tutti i partiti, come hanno sempre fatto anche in passato, da qui a dire che le aziende hanno firmato qualcosa…. Le 110 aziende che rappresento non hanno mai firmato niente. Quanto all’aver dato dei contributi, stante la situazione economica, non avevamo neanche i fondi per pagare un caffè». In particolare le polemiche delle ultime ore riguardano un documento che Salvini avrebbe sottoscritto in campagna elettorale, alla fiera della armi di Vicenza, in cui prometteva di coinvolgere appunto la lobby della armi in ogni decisione che potesse riguardarla

Anche Forza Italia è mobilitata sul tema con la pdl sul «diritto alla difesa», prima firmataria la capogruppo alla Camera Maria Stella Gelmini. I parlamentari azzurri incontreranno nei prossimi giorni i vertici degli uffici giudiziari e dell’Avvocatura in varie città per mettere a punto un “pacchetto giustizia” col quale saranno rilanciati temi cari a Silvio Berlusconi come le norme sulle intercettazioni.