L’Aquila, subì un trapianto, ora è mamma: vittoria della buona sanità

venerdì 6 luglio 17:22 - di Redazione

Un fiocco rosa speciale per l’ospedale San Salvatore dell’Aquila, dove lunedì scorso ha dato alla luce la sua bimba una 37enne di Teramo già nota al nosocomio: 5 anni fa, nel 2013, sempre al San Salvatore la donna era stata sottoposta al trapianto di un rene, donatole da sua madre. Due “mamme coraggio” di cui l’Asl 1 abruzzese ha voluto raccontare la storia a lieto fine.

«È la prima volta che una trapiantata di reni porta a termine la propria gravidanza all’interno dell’ospedale dell’Aquila, grazie a una virtuosa sinergia tra il centro trapianti del San Salvatore e il reparto di ostetricia», ha riferito l’azienda ricordando che «la neomamma, a causa di un’insufficienza renale, era stata sottoposta a trapianto di rene all’ospedale dell’Aquila dove c’è il centro regionale per l’Abruzzo». La donna si era liberata della dipendenza della dialisi grazie a un trapianto da vivente: a donarle il rene era stata la madre. «Da quel momento ha cominciato a coltivare il sogno di avere figli e, a distanza di 5 anni, è riuscita a coronarlo nel presidio aquilano», hanno spiegato ancora i sanitari, rivelando che la bimba, che alla nascita pesava 2 chili e 400 grammi, è venuta alla luce con un normale cesareo dopo 37 settimane.

«Il messaggio che si può trarre da questa lieta vicenda – ha commentato Francesco Pisani, direttore dell’équipe chirurgica del centro trapianti – è che il trapianto non solo consente al soggetto di affrancarsi dalla malattia, ma nel caso di una donna anche di esaudire un desiderio così profondo come quella della maternità». È stato poi Gabriele Iagnemma, specialista del Reparto ostetricia e ginecologia, che ha assistito la giovane, a sottolineare che «la gravidanza di una donna trapiantata presenta maggiori rischi e va dunque seguita con molta attenzione. In questo caso è stato importante il coordinamento tra noi e il centro trapianti, al fine di raccordarci efficacemente nelle diverse terapie praticate».

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