L’Aquila, subì un trapianto, ora è mamma: vittoria della buona sanità

Un fiocco rosa speciale per l’ospedale San Salvatore dell’Aquila, dove lunedì scorso ha dato alla luce la sua bimba una 37enne di Teramo già nota al nosocomio: 5 anni fa, nel 2013, sempre al San Salvatore la donna era stata sottoposta al trapianto di un rene, donatole da sua madre. Due “mamme coraggio” di cui l’Asl 1 abruzzese ha voluto raccontare la storia a lieto fine.

«È la prima volta che una trapiantata di reni porta a termine la propria gravidanza all’interno dell’ospedale dell’Aquila, grazie a una virtuosa sinergia tra il centro trapianti del San Salvatore e il reparto di ostetricia», ha riferito l’azienda ricordando che «la neomamma, a causa di un’insufficienza renale, era stata sottoposta a trapianto di rene all’ospedale dell’Aquila dove c’è il centro regionale per l’Abruzzo». La donna si era liberata della dipendenza della dialisi grazie a un trapianto da vivente: a donarle il rene era stata la madre. «Da quel momento ha cominciato a coltivare il sogno di avere figli e, a distanza di 5 anni, è riuscita a coronarlo nel presidio aquilano», hanno spiegato ancora i sanitari, rivelando che la bimba, che alla nascita pesava 2 chili e 400 grammi, è venuta alla luce con un normale cesareo dopo 37 settimane.

«Il messaggio che si può trarre da questa lieta vicenda – ha commentato Francesco Pisani, direttore dell’équipe chirurgica del centro trapianti – è che il trapianto non solo consente al soggetto di affrancarsi dalla malattia, ma nel caso di una donna anche di esaudire un desiderio così profondo come quella della maternità». È stato poi Gabriele Iagnemma, specialista del Reparto ostetricia e ginecologia, che ha assistito la giovane, a sottolineare che «la gravidanza di una donna trapiantata presenta maggiori rischi e va dunque seguita con molta attenzione. In questo caso è stato importante il coordinamento tra noi e il centro trapianti, al fine di raccordarci efficacemente nelle diverse terapie praticate».