Il M5S chiede la testa di Boeri: «Non si comporta da tecnico, ma da politico»

«Non si comparta da tecnico ma da politico, si dimetta». Non s’è fatta attendere la reazione del M5S al duro attacco sferrato ieri da Tito Boeri al leader del MoVimento durante la sua audizione alla Camera. («Di Maio ha perso i contatti con la crosta terrestre» ha detto Boeri in uno dei passaggi più polemici del suo intervento). A suonare la carica contro il presidente dell’ Inps è oggi il capogruppo pentastellato  a Montecitorio Francesco D’Uva: «Per il suo ruolo Tito Boeri dovrebbe rimanere fuori dalla contesa politica», mentre le sue valutazioni al dl dignità «sono politiche, non tecniche,  per quanto ci riguarda dovrebbe dimettersi».

«Boeri è stato votato da qualcuno?», insiste D’Uva.  Boeri ha usato toni «fuori luogo». S’è trattato di un’ «entrata a gamba tesa che ha contribuito ad una escalation sinceramente inaccettabile, mentre il Parlamento si appresta a discutere un provvedimento atteso da tempo, e pensato per aiutare tutti coloro che hanno sofferto di più questi anni di crisi». Boeri non dovrebbe «rilanciare previsioni arbitrarie e parziali» sugli effetti del decreto dignità. «Proprio ieri, i tecnici del Servizio Bilancio della Camera hanno chiarito che le stime sul calo dell’occupazione non sono dimostrabili. Sono valutazioni politiche, non tecniche, al provvedimento. Ma questo non è il compito per cui Boeri è stato chiamato alla presidenza dell’Inps».