FdI: «La difesa è sempre legittima. La nuova legge sia dalla parte delle vittime»

«La difesa è sempre legittima». Alla vigilia dell’avvio dell’iter legislativo in Senato, Fratelli d’Italia ribadisce che il principio su cui si deve basare la legge è questo. «È la linea che da sempre propugniamo e per questo chiederemo che quello di FdI sia il testo base in commissione Giustizia, dove oggi sono stati incardinate le diverse proposte», ha spiegato il vicepresidente del Senato, Ignazio La Russa, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Madama.

I disegni di legge incardinati in commissione Giustizia sono cinque: uno di iniziativa popolare, due di Forza Italia, uno di FdI e uno della Lega. Ma l’iter per una nuova normativa deve vedersela con una serie di spinte contrarie, parlamentari e non. Il Pd ha presentato una interrogazione al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, chiedendo di «evitare il concreto rischio che la modifica della legittima difesa possa tradursi in un via libera al diffondersi indiscriminato delle armi nel nostro Paese», mentre secondo il presidente della Associazione nazionale magistrati, Francesco Minisci, «la formulazione attuale dell’ art. 52 che regola la legittima difesa sia sufficientemente chiaro e copra tutte le possibilità». Con una nuova legge, invece, per il numero uno dell’Anm, vi sarebbe «il rischio di legittimare persino l’omicidio se non si tiene conto del parametro della proporzionalità e della valutazione del caso concreto».

Proprio questi due aspetti, però, risultano essere il punto debole della legge attuale, che finisce spesso e volentieri per colpevolizzare le vittime. Una circostanza che il ddl di FdI punta a correggere. «L’obiettivo è di consentire ai magistrati un’interpretazione univoca: la difesa, se l’intrusione avviene in modo arbitrario in casa propria o nel proprio luogo di lavoro, non può essere messa in rapporto alla minaccia, ma è sempre legittima», ha sottolineato La Russa, precisando che «in nessun modo questa proposta modifica le norme che, non regolano il porto d’armi. Ed è in malafede chi dice che questa proposta porterebbe ad un ampliamento dell’uso delle armi in Italia». L’ultima riforma risale al 2006, ma «lasciava troppi spazi interpretativi e discrezionali e si è arrivati ad accuse di omicidio volontario o eccesso colposto di legittima difesa a carico delle vittime, che hanno pure dovuto subire l’onta di un processo», ha ricordato il vicepresidente del Senato.

«Ciò che caratterizza il nostro ddl è che – ha spiegato poi il senatore Raffaele Stancanelli, vicepresidente della commissione Giustizia – viene presunta la proporzionalità della difesa rispetto all’offesa rappresentata da un ingresso illegale in casa propria con modalità tali da provocare uno stato di paura o agitazione nella persona offesa». «Quando un cittadino – ha detto il capogruppo FdI in commissione Alberto Balboni – è obbligato a difendersi in casa propria, significa che lo Stato ha già mancato al suo principale dovere di difendere la vita e la proprietà di ciascuno di noi. Pertanto non è giusto scaricare su chi deve scegliere tra reagire a una grave offesa senza perdere tempo o soccombere mettendo a rischio sé stesso e la propria famiglia». Per Isabella Rauti «con questa proposta non legittimiamo il ricorso alle armi, come dice la sinistra che ci accusa di volere il Far West». «Il vero Far West – ha sottolineato la senatrice di FdI – è quello che subiscono i cittadini tutti i giorni, senza avere una vera possibilità di difesa. Qui si modifica soltanto l’art.52 del Codice penale, in modo da disegnare un nuovo, chiaro, perimetro al potere giudiziario» rispetto all’interpretazione della norma.