Fca, il rating non cambia. S&P: «Ci sarà continuità con Marchionne»

L’addio di Sergio Marchionne alla Fca per gravissime condizioni di salute non induce l’agenzia Standard & Poor’s a modificare il rating e l’outlook del colosso automobilistico nato dalla fusione tra l’italiana Fiat e l’americana Chrysler. Infatti, a giudizio di S&P, che sull’argomento ha diffuso una nota ufficiale, la nomina di Michael Manley ad amministratore delegato del gruppo al posto di Marchionne non lascia presagire alcuna “deviazione” rispetto alla strategia annunciata dal gruppo il primo giugno.

S&P scommette su Manley

«La successione – si legge nel comunicato dell’agenzia di rating – era in origine fissata per il 2019 ma è stata inaspettatamente accelerata per le complicazioni sopravvenute alla salute di Marchionne». Inoltre, «il piano industriale di Fca era stato illustrato in occasione del Capital market day del primo giugno quando Manley ha anche presentato i piani del gruppo per Jeep e Ram, i brand traino della crescita del gruppo nei prossimi cinque anni. Di conseguenza – ha concluso l’agenzia – riteniamo che Manley non apporterà alcuna deviazione alla strategia annunciata».

Borsa, la Ferrari perde 5 punti

Sul fronte della quotazione in Borsa, a fine giornata il titolo Fca è riuscite a contenere le perdite lasciando sul terreno a fine seduta l’1,5 per cento a 16,17 euro. In mattinata, il titolo di Fca aveva perso fino al 3 per cento toccando un minimo infra-day di 15,5 euro. Più pesante il “dopo Marchionne” per il marchio Ferrari, che è il titolo peggiore di Piazza Affari con un ribasso del 4,88 per cento a 113,95 euro.