Don Davide Pagliarani è il nuovo capo dei Lefebvriani: è il primo italiano della storia (video)

È l’italiano don Davide Pagliarani il nuovo superiore generale dei Lefebvriani. Lo ha eletto il IV capitolo generale della Fraternità San Pio X, riunito presso il Seminario San Pio di Econe, in Svizzera, fino al 21 luglio. Il 47enne neo eletto rimane in carica per dodici anni. Don Pagliarani, che il primo italiano della storia a diventare capo dei lefebrviani, ha ricevuto il sacramento dell’ordine nel 1996 da mons. Bernard Fellay, svolgendo il suo ministero prima a Rimini e a Singapore, per poi essere nominato superiore del distretto d’Italia. Dal 2012 è stato rettore del seminario Nostra Signora Corredentrice de La Reja in Argentina.

Pagliarani affiancato dallo spagnolo de Galareta

Il nuovo superiore generale dei Lefebvriani, Don Davide Pagliarani, e gli altri 40 capitolari hanno quindi eletto i due nuovi assistenti generali. Nel dettaglio, fa sapere la stessa Fraternità San Pio X, il primo assistente eletto è mons. Alfonso de Galareta, vescovo ausiliare della Fraternità San Pio X, di nazionalità spagnola. Ha 61 anni ed è stato ordinato sacerdote nel 1980 a Buenos Aires, in Argentina, dove ha vissuto per un lungo periodo. De Gallareta è uno dei quattro vescovi ultratradizionalisti che vennero ordinati illegittimamente da mons. Marcel Lefebvre il 30 giugno 1988. A lui e agli altri tre – Bernard Fellay, Tissier de Mallerais e Richard Williamson – Benedetto XVI revocò la scomunica nel 2009. Il secondo assistente generale eletto è don Christian Bouchacourt, di nazionalità francese. Ha 59 anni ed è stato ordinato sacerdote nel 1986 da Sua Eccellenza Mons. Marcel Lefebvre. A lungo in carica a Parigi, in particolare a Saint-Nicolas du Chardonnet, è stato superiore del distretto dell’America del Sud, prima di essere nominato superiore del distretto di Francia nel 2014.

Lefebrviani: l’apertura con Benedetto XVI, lo stop con Bergoglio

Nel 2011, Papa Benedetto XVI aveva tolto la scomunica e liberalizzato la messa preconciliare: due condizioni preliminari al dialogo chieste con insistenza dai lefebvriani. Sette anni dopo non si è ancora giunti al passo successivo, quello della concessione di una prelatura, la formula che accontenterebbe tutti o quasi. Monsignor Fellay, sul sito ufficiale della Fraternità, ha recentemente dichiarato: «Papa Francesco mi ha detto: ho problemi quando faccio qualcosa di buono per voi. Aiuto protestanti e anglicani… perché non dovrei aiutare anche i cattolici?”. Alcuni voglioni impedire la riconciliazione. Noi siamo un fattore di disturbo nella Chiesa. E in mezzo a tutto questo c’è il Papa».